18 dicembre 2018
Aggiornato 19:30

Perfino nel Pd c'è chi riconosce le ragioni di M5s e Lega

Alla vigilia della kermesse Piazza Grande, in cui lancerà la sua candidatura a segretario del partito, Nicola Zingaretti fa una clamorosa apertura alla maggioranza

Il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti
Il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti (Matteo Bazzi | ANSA)

ROMA – Un Partito democratico che, naturalmente, si opponga alla maggioranza targata Movimento 5 stelle e Lega. Ma anche che non li criminalizzi, cioè che riconosca le ragioni che hanno portato una fetta maggioritaria degli italiani a votare per loro (cioè per gli avversari di quel Pd) alle ultime elezioni. È quello che sembra prefigurare Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio, ma soprattutto candidato favorito alle prossime primarie dem, in una lunga intervista rilasciata alla vigilia della sua kermesse Piazza Grande, che ha organizzato nel weekend allo spazio dell'Ex Dogana dello Scalo San Lorenzo a Roma.

Quei temi posti dai rivali
La sua è l'unica voce levatasi finora dall'interno del Pd ad ammettere anche i meriti delle forze di governo: «Non mi vergogno a dire che la destra di Salvini e il populismo di M5s hanno proposto in maniera forte due temi – ha risposto ai microfoni del sito web Il sussidiario – Il primo è che questa Europa non va bene. Il secondo è che la povertà e le condizioni materiali di vita delle persone richiedono, anche visivamente, uno strappo, una politica di forte discontinuità. Dunque hanno ragione? No: pongono dei problemi giusti, ma danno delle risposte sbagliate». Risposte che però, a differenza di quelle proposte dal Partito democratico, hanno convinto gli elettori: «Il vero tema non sono le affermazioni di Salvini e Di Maio e nemmeno la gravità delle scelte che stanno facendo – prosegue Zingaretti – Dobbiamo capire perché la gente li ha votati. E perché, nonostante programmi e azioni che noi giudichiamo inquietanti e non risolutivi, anzi, proprio in virtù di questi atteggiamenti, abbiano un consenso enorme».

Critiche all'Unione europea
E dunque, proprio per cambiare linea ad un Pd in crisi, il governatore del Lazio propone un riposizionamento in chiave molto più euroscettica rispetto all'era di Matteo Renzi: «Noi dobbiamo rompere lo schema attuale, in cui M5s e Lega vogliono cambiare l'Europa mentre noi vogliamo conservarla. Un errore che li porterebbe al 70%. Dobbiamo dire la verità: c'è chi vuole distruggerla, l'Europa, e sono loro, e chi vuole rifondarla, e siamo noi. Lega e M5s sono i responsabili di un progetto velleitario e pericoloso che mina la credibilità e la sovranità dell'Italia, perché l'Italia, come qualsiasi paese europeo, senza Europa non esiste».