20 ottobre 2018
Aggiornato 09:30

Colpo di scena sul caso Cucchi, il carabiniere confessa: "Così l'abbiamo pestato"

Colpo di scena a inizio udienza del processo che vede cinque carabinieri imputati per la vicenda della morte di Stefano Cucchi
Ilaria Cucchi all'esterno della Procura di Roma con il manifesto che ritrae suo fratello morto
Ilaria Cucchi all'esterno della Procura di Roma con il manifesto che ritrae suo fratello morto (ANSA/MASSIMO PERCOSSI)

ROMA - Colpo di scena a inizio udienza del processo che vede cinque carabinieri imputati per la vicenda della morte di Stefano Cucchi. «Gli dissi ‘basta, che cazzo fate, non vi permettete'». Così avrebbe detto il carabiniere Francesco Tedesco ai suoi colleghi Di Bernardo e D’Alessandro mentre uno «colpiva Cucchi con uno schiaffo violento in volto» e l’altro «gli dava un forte calcio con la punta del piede». Secondo Tedesco «fu un’azione combinata, Cucchi prima iniziò a perdere l’equilibrio per il calcio di D’Alessandro, poi ci fu la violenta spinta di Di Bernardo che gli fede perdere l’equilibrio provocandone una violenta caduta sul bacino. Anche la successiva botta alla testa fu violenta, ricordo di avere sentito il rumore». Tedesco ha poi aggiunto: «Spinsi Di Bernardo, ma D’Alessandro colpì con un calcio in faccia Cucchi mentre questi era sdraiato a terra».

Tedesco sentito tre volte
Tedesco, in tre diversi interrogatori ha ricostruito quanto avvenne al giovane geometra dopo l’arresto per spaccio. La sostanziale novità è stata resa nota dal pm Giovanni Musarò in apertura dell’udienza davanti ai giudici della I Corte d’Assise di Roma. Insomma, il 20 giugno scorso, Tedesco ha presentato una denuncia sulla vicenda, a seguito della quale, tra luglio e ottobre, è stato sentito tre volte dai magistrati. Durante gli interrogatori, ha detto in udienza Musarò, Tedesco ha chiamato in causa tutte le persone imputate nel processo: «Secondo quanto messo a verbale da Tedesco, Roberto Mandolini sapeva fin dall’inizio quanto accaduto – dice il pm – Alessio Di Bernardo e Raffaele D’Alessandro furono gli autori del pestaggio su Cucchi e Vincenzo Nicolardi, quando testimoniò nel primo processo, mentì perché sapeva tutto e ne aveva parlato in precedenza con lui». C’è poi un'annotazione di servizio redatta dallo stesso Tedesco il giorno della morte di Cucchi e da lui inviata alla stazione Appia dei carabinieri. Il documento «assolutamente importante per la ricostruzione dei fatti, è stato sottratto» e non ce n’è più traccia. «Dove sta?».

Ilaria Cucchi: "Saranno in tanti a dover chiedere scusa"
"Processo Cucchi. Udienza odierna ore 11.21. Il muro è stato abbattuto. Ora sappiamo e saranno in tanti a dover chiedere scusa a Stefano e alla famiglia Cucchi». E' quanto scrive in un post su Facebook Ilaria Cucchi, sorella di Stefano. "Oggi - ha dichiarato l'avvocato Eugenio Pini, difensore di Francesco Tedesco - c'è stato uno snodo significativo per il processo, ma anche un riscatto per il mio assistito e per l'intera Arma dei Carabinieri. Gli atti dibattimentali e le ulteriori indagini - ha aggiunto Pini - individuano nel mio assistito il carabiniere che si è lanciato contro i colleghi per allontanarli da Stefano Cucchi, che lo ha soccorso e che lo ha poi difeso. Ma soprattutto è il carabiniere che ha denunciato la condotta al suo superiore ed anche alla Procura della Repubblica, scrivendo una annotazione di servizio che però non è mai giunta in Procura, e poi costretto al silenzio contro la sua volontà. Come detto, è anche un riscatto per l'Arma dei Carabinieri perché è stato un suo appartenente a intervenire in soccorso di Stefano Cucchi, a denunciare il fatto nell'immediatezza e a aver fatto definitivamente luce nel processo". 

Casamassima soddisfatto
Riccardo Casamassima, l'appuntato dei carabinieri che con la sua testimonianza fece riaprire l'inchiesta sulla morte di Stefano Cucchi, si dice molto felice: "Immensa soddisfazione, la famiglia Cucchi ne aveva diritto. Mi è venuta la pelle d'oca nell'apprendere la notizia. Tutti i dubbi sono stati tolti. Signora Ministro io sono un vero carabiniere. L'Italia intera ora aspetta i provvedimenti che prenderà sulla base di quello che è stato detto durante l'incontro. Sempre a testa alta. Bravo Francesco, da quest'oggi ti sei ripreso la tua dignità".