12 dicembre 2018
Aggiornato 18:00

Libici sequestrano due pescherecci di Mazara del Vallo. Il sindaco: "Sono acque che illegittimamente la Libia considera sue"

Due pescherecci della marineria di Mazara del Vallo sono stati sequestrati da motovedette libiche
Motovedette libiche nel Mediterraneo
Motovedette libiche nel Mediterraneo (ANSA)

MAZARA DEL VALLO - Due pescherecci della marineria di Mazara del Vallo sono stati sequestrati nella tarda serata di ieri da motovedette libiche. Il primo a darne notizia ufficiale è il sindaco Nicola Cristaldi. Si tratta dell'"Afrodite Pesca" con 6 uomini a bordo e del "Matteo Marrarino", con sette uomini. L'Afrodite Pesca, 140 tonnellate di stazza lorda, al comando del capitano Vincenzo Pellegrino, è di proprietà dell'omonima società dei fratelli Pellegrino, mentre il Matteo Mazzarino è della Mcv Pesca dell'armatore Vincenzo Asaro, il comandante è Alberto Figuccia. Il sequestro sarebbe avvenuto a circa 29 miglia dalla costa libica di Derna. La vedetta avrebbe cominciato a sparare senza alcun preavviso, spiega Cristaldi, provocando danni alla cabina e alle attrezzature del motopesca Afrodite. A quanto sappiamo non ci sarebbero feriti e gli equipaggi non risultano agli arresti.

Militari libici saliti a bordo
I militari libici, saliti a bordo dei due natanti, hanno intimato ai comandanti di intraprendere la navigazione verso la costa libica. I due pescherecci sono giunti in nottata al porto Ras Al Hilal. "Il sequestro - dice il sindaco - è avvenuto in acque che illegittimamente ed unilateralmente la Libia considera proprie. Non possiamo accettare comportamenti di violenza da parte di Paesi rivieraschi che minacciano di intaccare la vocazione della cultura dell'accoglienza e del rispetto della nostra città".

Un precedente 
Il sindaco di Mazara si dice certo che le autorità diplomatiche italiane "interverranno con urgenza». L'episodio, dice, è vissuto con angoscia dalla popolazione sia perché richiama il triste ricordo della detenzione subita dai nostri pescatori negli passati nelle carceri libiche, sia perché i nostri natanti illecitamente sequestrati dalla Libia non hanno fatto più ritorno a Mazara e sono stati lasciati in abbandono come nel caso del motopesca Damiela L. sequestrato sei anni fa.