13 dicembre 2018
Aggiornato 16:00

Parla il neo commissario: «Ponte Morandi ricostruito in un anno»

Il sindaco Marco Bucci, nominato commissario alla ricostruzione, prevede tempi tra i 12 e i 16 mesi. E annuncia che rinuncerà ai 200 mila euro di stipendio
Un momento della breve conferenza stampa del sindaco di Genova Marco Bucci dopo la nomina a commissario straordinario per la ricostruzione del ponte Morandi
Un momento della breve conferenza stampa del sindaco di Genova Marco Bucci dopo la nomina a commissario straordinario per la ricostruzione del ponte Morandi (Luca Zennaro | ANSA)

GENOVA«Sarà fatto un lavoro di qualità e nel minore tempo possibile. Questo è un impegno che prendo verso i genovesi. Per la ricostruzione del ponte occorreranno da un minimo di 12 ad un massimo di 16 mesi». Lo ha detto il sindaco di Genova e neo commissario per la ricostruzione di Ponte Morandi, Marco Bucci, parlando con i giornalisti questa a Palazzo Tursi, sede del Comune.

Primi passi per la ricostruzione
«La prima cosa da fare è il team di lavoro, direi molto efficiente, che ci servirà per raggiungere l'obiettivo, questo è fondamentale. Io confido che nel giro di qualche settimana potremo avere dei dettagli più concreti sia sul tipo di ponte sia su che progetto decideremo. Dopodiché potremo cominciare i lavori di smontaggio – ha poi aggiunto, parlando dei suoi primi impegni come commissario, a margine della presentazione dell'amichevole tra Italia e Ucraina in programma il prossimo 10 ottobre allo stadio Luigi Ferraris – Dopodiché dobbiamo continuare le relazioni con il governo per mettere a punto le variazioni sul decreto. Poi cominceremo a parlare con le imprese che vogliono fare il ponte e quindi vedere chi vuol lavorare, come si vuol lavorare e mettere assieme i progetti. A me il progetto di Renzo Piano piace molto. Faremo richiesta ad alcune aziende per partecipare e vedremo chi parteciperà». Quel che è certo è che la società Autostrade non farà parte del progetto, come ha promesso l'esecutivo: «Il governo ha scritto chiaro sul decreto che Autostrade è fuori. Quindi io devo rispettare quello che dice il decreto, quello che dice il mio capo che è il presidente del Consiglio. Il che vuol dire che chi non ha avuto a che fare col ponte, deve avere la possibilità di giocare la sua partita».

Senza compenso
Bucci ha poi spiegato che rinuncerà allo stipendio: «Ho intenzione di rinunciare ai 200 mila euro previsti per l'incarico ma non voglio dirlo pubblicamente perché una volta nella mia carriera volevo fare una rinuncia e alla fine si è scoperto che non si poteva fare. Quindi prima devo capire bene i meccanismi. L'intenzione c'è, esclusa l'assicurazione ovviamente, ma devo vedere – ha ribadito il commissario – come funzionano i meccanismi. Datemi ancora una settimana di tempo e potrò rispondere alla domanda in maniera più precisa». Il primo cittadino chiede anche meno limiti nella selezione delle aziende che si occuperanno dei lavori: «L'autonomia certo che c'è. Il decreto dà un sacco di autonomia su alcune cose e mette molti paletti su altro. Io voglio discutere e rivedere questi paletti, soprattutto per quanto riguarda le imprese italiane che non hanno avuto niente a che fare con il Ponte Morandi e che secondo me devono avere l'opportunità di giocare la loro partita».