11 dicembre 2018
Aggiornato 01:30

Ecco le promesse che Salvini ha fatto alle forze dell'ordine in campagna elettorale

Il sindacato Siulp 'sfida' il ministro: «È sempre generoso e sul pezzo. Ora però mantenga gli impegni presi». Ma «stavolta siamo fiduciosi»
Foto di repertorio
Foto di repertorio (ANSA/MASSIMO PERCOSSI)

ROMA - Il ministro Salvini «è molto generoso» ed «è sul pezzo» ma è anche «ben consapevole che lo attende un banco di prova impegnativo». Il segretario nazionale del Siulp, Felice Romano, interpellato da Askanews, non ha dubbi: «Il correttivo sul riordino della carriere è il provvedimento sul quale c'è maggiore attesa da parte degli uomini e delle donne della polizia. Un provvedimento atteso da anni come le nuove assunzioni promesse che dovrebbero fare da argine al preoccupante innalzamento dell'età media dei poliziotti in servizio e dalla allarmante perdita di uomini che si prospetta da qui al 2020 con il pensionamento di migliaia di operatori oggi in servizio».

Il Siulp 'sfida' Salvini
«Il ministro Salvini» afferma Romano «ci ha promesso un nuovo riordino delle carriere. Un miliardo di investimenti in più. E circa 10 mila nuove assunzioni. Sul riordino, noi abbiamo intanto chiesto che siano approvati i correttivi all'attuale sisteam di riordino che richiedono risorse per 200 milioni di euro e questo non oltre il mese di giugno del 2019» che «per noi del Siulp è una sorta di 'dead line', il termine oltre il quale non si può andare».

Riuscire dove gli altri hanno fallito
I ministri dell'Interno che si sono alternati negli ultimi anni hanno fatto sempre molte promesse non sempre, o meglio, quasi mai mantenute. Non è così? «È così» risponde Romano «ma diciamo che lo hanno fatto sempre in buona fede. C'è poi anche qualcuno che ha pensato che si potesse fare sicurezza senza poliziotti e carabinieri ed ha pensato di bloccare il turn over». Così «ci siamo così trovati con 45 mila uomini in meno in organico rispetto a sei anni fa e con una età anagrafica media vicina che ha raggiunto 50 anni. Se a questo aggiungiamo la perdita di 2000 poliziotti, prossimi al pensionamento entro il 2020, e di ben 45 mila entro il 2030 c'è di che essere preoccupati». 

Le richieste del Siulp
«Per questo» aggiunge Romano «chiediamo procedure per accelerare i concorsi che in media richiedono due-tre anni, prima del loro espletamento, e l'introduzione del volontario in Ps, un servizio civile, come una volta c'erano gli ausiliari». Servirebbe - sottolinea Romano - a dare ossigeno un poco di ossigeno in vista delle prossime uscite e a ringiovanire l'organico in attesa che entrino a regime gli ingressi con le nuove assunzioni.

Su Salvini «giudizio sospeso»
Il giudizio su Salvini in merito alla politica della sicurezza è «sostanzialmente sospeso» all'esame dei prossimi provvedimento annunciati: decreto sicurezza e immigrazione. «La sicurezza» afferma Romano «troppe volte è stata usata come tema per fare campagna elettorale. Questo non è un bene e anzi rischia di diventare un boomerang». Invece «l'immigrazione è un problema sovrastimato» e «rischia di far perdere di vista altri temi importanti come la lotta alla criminalità e alle mafie». La sicurezza, prosegue Romano, «è un tema molto delicato e negli anni si sono sussguiti tanti cambiamenti che hanno indotto anche una certa confusione nella declinazione del concetto stesso di sicurezza dal centro alla periferia. Basti pensare al crescente peso dei sindaci in questo campo dove è forte l'esigenza di rispondere alle richieste dei citatdini». Una cosa è certa: il modello da seguire è quello «basato su sicurezza, giustizia e carcere. Tre aspetti» conclude Romano «che devono correre alla stessa velocita. Non vuol dire solo arrestare di più ma avere certezza e immediatezza della pena».