18 novembre 2018
Aggiornato 18:00

Diciotti ancora ferma al largo di Lampedusa, Salvini: «Ue ci aiuti o riporteremo migranti in Libia»

Il Ministro dell'Interno accusa Malta di avere «accompagnato» la barca di migranti verso le acque territoriali italiane
Migranti sulla nave Diciotti della Marina italiana
Migranti sulla nave Diciotti della Marina italiana (Igor Petyx | ANSA)

ROMA - A bordo di un barcone erano arrivati vicino alle coste di Malta che però, nella notte prima di Ferragosto, aveva deciso di non soccorrerli. Il barcone aveva quindi lasciato la zona SAR maltese (la zona cosiddetta search and rescue, di «ricerca e salvataggio») ed era giunto vicino alle coste italiane, dove è stato soccorso dalla nave della Marina militare italiana Diciotti. I migranti a bordo erano 190, ma nel frattempo 13 di loro sono stati portati al poliambulatorio di Lampedusa perché in condizioni difficili. Ora, i 177 rimasti sulla nave sono bloccati da quattro giorni a largo di Lampedusa, in attesa che venga deciso chi li accoglierà. Il governo italiano, in linea con le posizioni degli ultimi mesi, non ha intenzione di aprire i porti.

Salvini: «O Ue ci aiuta o stroncheremo definitivamente business scafisti»
Il ministro dell'Interno Matteo Salvini accusa Malta di avere «accompagnato» la barca di migranti verso le acque territoriali italiane, in una zona cioè dove l’Italia ha la responsabilità dei soccorsi. «O l'Europa decide seriamente di aiutare l'Italia in concreto, a partire ad esempio dai 180 immigrati a bordo della nave Diciotti - afferma il titolare del Viminale - oppure saremo costretti a fare quello che stroncherà definitivamente il business degli scafisti. E cioè riaccompagnare in un porto libico le persone recuperate in mare». Salvini ricorda poi gli ultimi dati relativi agli arrivi in Italia: «80mila sbarchi in meno dall'inizio dell'anno e 32mila in quasi due mesi e mezzo da ministro. Sono risultati ottimi ma non mi accontento». Anche Toninelli tira dritto: «#Diciotti dimostra che l'Italia non si tira mai indietro quando si tratta di salvare vite umane» scrive su Twitter. «Il comportamento di Malta è ancora una volta inqualificabile e meritevole di sanzioni. L'Ue si faccia avanti e apra i propri porti alla solidarietà, altrimenti non ha motivo di esistere». Intanto il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi si sta occupando della situazione per provare a trovare una «soluzione condivisa» con altri paesi dell’Unione Europea. 

Malta: «Unica soluzione è sbarcarli a Lampedusa»
Malta replica che, non essendo i migranti in pericolo di vita, non era obbligata ad accoglierli. Proprio in virtù di questo, le autorità maltesi continuano a sostenere che non hanno nemmeno l'obbligo di indicare un porto sicuro di attracco. I giornali scrivono che nel frattempo. «Dal momento che i migranti sono sulla nave italiana Diciotti (territorio italiano) l'unica soluzione finale è di sbarcarli a Lampedusa o in un porto italiano» ha scritto su Twitter il Ministro dell'Interno maltese, Michael Farrugia, affermando che «se l'Italia vuole ancora trattare questo caso come un salvataggio, Lampedusa rimane il luogo più vicino di sicurezza secondo le convenzioni applicabili». In una serie di tweet scritti in italiano e indirizzati al ministro dell'Interno Matteo Salvini e al ministro per le Infrastrutture Danilo Toninelli, Farrugia afferma che «la Guardia costiera italiana ha intercettato i migranti all'interno della SAR maltese, ma esattamente fuori dal territorio italiano, senza coordinamento con il competente RCC, soltanto per impedirgli di entrare nella acque italiane. Un'intercettazione di una nave che esercita il suo diritto alla libertà di navigazione in alto mare non è considerata un salvataggio».