19 agosto 2018
Aggiornato 21:00

«Salvini ha spaccato la Chiesa, demonizzarlo lo rende solo più forte»

Il vescovo ausiliare di Roma Sud in un'intervista a Tpi.it critica la copertina di Famiglia Cristiana. Ma solo perché «rafforza il ministro dell'Interno»
La copertina di Famiglia Cristiana contro Salvini
La copertina di Famiglia Cristiana contro Salvini (Famiglia cristiana)

ROMA - «Bene o male, purché se ne parli...». Partendo da questa regola aurea il vescovo ausiliare di Roma Sud, Paolo Lojudice, in un'intervista a Tpi.it critica la copertina di Famiglia Cristiana e, soprattutto, il titolo: 'Vade retro Salvini'. Non perché il ministro, però, non sia di criticare ma perché «in questo momento contrapporsi a Salvini irrobustisce la sua posizione nei confronti dell’opinione pubblica. Per me il principio a monte è non andare mai contro nessuno, tantomeno contro chi in questo momento è chiamato a governarci». Al contrario, spiega il monsignore, «ho il compito di avviare un dialogo, sollecitare, spiegare, per dare il mio contributo. Per questo non avrei pubblicato quella copertina. Non perché il problema non ci sia ma perché demonizzarsi a vicenda non aiuta a migliorare le cose».

La critiche a Salvini
Fermo restando che la copertina dei Famiglia Cristiana «mi è sembrata esagerata», il leader leghista «ha spesso delle esternazioni da uomo al bar con gli amici mentre da un ministro mi aspetterei una migliore trattazione di certi argomenti». Saranno «i tempi lunghi a dirci i risultati della sua politica». Di certo, spiega il monsignore, «dissotterrare l’ascia di guerra serve solo a creare ulteriori spaccature. Se incontrerò i responsabili di Famiglia Cristiana farò presente che quella copertina non ci aiuterà a risolvere i problemi».

C'è una Chiesa che guarda a Salvini
Il dato centrale dell'intervista è che una parte della Chiesa guarda a Salvini con favore. E «In questo momento c’è una forte spaccatura e tanti cristiani approvano le politiche di Salvini e continueranno a votarlo». Per questo, secondo Lojudice, «creare una frattura ancora più profonda all’interno del mondo cattolico non serve». Su un argomento, però, il monsignore non risparmia critiche: l'uso «politico» del crocifisso e la sua «strumentalizzazione». Nella storia « il crocifisso è stato usato per ogni cosa. Nemmeno la Chiesa ne è proprietaria. La Croce appartiene a ogni credente».