23 ottobre 2018
Aggiornato 14:00

Marchionne colpito da una grave forma di tumore

All'ex amministratore delegato di Fca era stato diagnosticato un sarcoma alla spalla. Era ricoverato da circa un mese
Sergio Marchionne in una foto d'archivio
Sergio Marchionne in una foto d'archivio (ANSA / ALESSANDRO DI MARCO)

ROMA - Sergio Marchionne, ex amministratore delegato di Fca, morto mercoledì 25 luglio all'età di 66 anni era ricoverato da circa un mese nella clinica Universitätsspital di Zurigo, in Svizzera. Il manager si era sottoposto a un intervento chirurgico alla spalla, nel corso del quale sarebbe stato colpito da embolia cerebrale, per poi precipitare in coma profondo. Secondo quanto riporta Lettera43 al manager era stato diagnosticato un sarcoma alla spalla. «Marchionne soffriva di forti dolori e per questo assumeva cortisone praticamente ogni giorno». Che la malattia fosse di vecchia data è stato confermato dallo stesso Ospedale universitario di Zurigo: «Da più di un anno si era sottoposto a diverse cure per una grave malattia».

L'annuncio della morte
«Si è fatto ricorso a tutte le possibilità offerte dalla medicina di punta, ma il signor Marchionne purtroppo è deceduto. Ne siamo estremamente dispiaciuti ed esprimiamo alla famiglia le nostre più sentite condoglianze» hanno dichiarato dall'ospedale svizzero alcune ore dopo il decesso di Marchionne. Ieri la spiegazione del perché di tanto silenzio sul suo caso: «La fiducia dei/delle pazienti nei confronti del ricorso alle migliori terapie possibili e nella discrezione è cruciale per un ospedale. L’ospedale universitario di Zurig attribuisce enorme importanza al segreto professionale, e questo vale in egual misura per tutti i pazienti e le pazienti. Lo stato di salute è materia del/della paziente o dei relativi famigliari. Per questo motivo fino a questo momento l’Usz non ha preso posizione in merito all’ospedalizzazione e al trattamento del signor Sergio Marchionne».

La morte causata dal decorso post operatorio
Secondo le fonti citate da Lettera43 al manager erano stati indicati chiaramente i rischi dell’operazione, considerata ad alto rischio, e la situazione era resa ancor più complicata dal suo problema alla tiroide, a causa del quale Marchionne assumeva dei farmaci ogni giorno. In seguito all’operazione che ha provocato l’embolia, il team di medici ha tentato di rianimarlo ma la situazione è peggiorata considerevolmente, fino a condurlo alla morte.