5 dicembre 2019
Aggiornato 23:30

Taglio delle tasse in arrivo: parola di Matteo Salvini

Il ministro dell'Interno e vicepremier in un'intervista al Corriere della Sera rilancia su Flat tax e riforma delle pensioni. E torna a chiedere la testa di Boeri

MILANO - «Ci hanno eletto per cambiare, se gli italiani avessero voluto proseguire sulla linea di Monti, Letta, Padoan, Renzi e Gentiloni avrebbero votato in modo diverso.Cercheremo di cambiare anche alcuni numeri scelti a tavolino a Bruxelles, che molti paesi Ue ignorano bellamente». Il vicepremier Matteo Salvini, in un’intervista al Corriere della Sera, rilancia le promesse di istituire la flat tax e di riformare il sistema previdenziale, anche andando oltre i vincoli accettati con l’adesione alla Ue. «Noi – dice – metteremo al centro la crescita e la pace fiscale, che ti porta soldi e non li porta via, e ti consente di avviare la flat tax. E poi la riforma delle pensioni per aprire il mercato ai giovani, che va fatta a prescindere dai numeri di Bruxelles».Il leader della Lega spiega: «Conto di avere entro la fine di agosto i risultati dei gruppi di lavoro che abbiamo istituito, compreso ovviamente anche il capitolo sul reddito di cittadinanza. Di sicuro la manovra di autunno sarà diversa rispetto a quella degli ultimi anni, e daremo le prime e significative risposte sulla riduzione delle tasse».

Salvini a tutto campo, da Rai a fusione Fs-Anas
Non parla da ministro dell'Interno, ma da vero e proprio vicepremier. E lo fa a tutto campo, spiegando quella che sarà l'agenda di governo dei prossimi mesi. Matteo Salvini conferma i dubbi del governo sulla fusione tra Ferrovie dello Stato e Anas: «È vero che stiamo cercando di ragionare sulle scelte affrettate del governo Gentiloni, sia su questo dossier come su nomine e rinnovi fatte dopo il voto. Per quanto riguarda Fs e Anas credo che chi fa i treni deve fare i treni e chi si occupa di strade deve fare le strade, però ne parleremo». Quanto alle nomine, il leader della Lega spiega che incontrerà «tutti i candidati ai vertici» della Rai. Mentre per quel che riguarda la proroga dei vertici dei Servizi dice: «Non è mai buona prassi occuparsi di nomine, come ha fatto Gentiloni, dopo che gli elettori si sono espressi. Educazione vorrebbe che i vertici di ogni autorità governativa si mettano a disposizione del nuovo governo».

Boeri da cambiare, Ilva da salvare
Salvini torna poi a ipotizzare una sostituzione di Tito Boeri al vertice dell'Inps: «Noi abbiamo chiesto i voti per cambiare quello che non si è fatto negli anni, penso a un'Italia più efficiente. E dunque penso anche all'Inps. Infine il capitolo Cdp: Salvini nega scontri con il ministro dell'Economia Tria, «si è trattato al massimo di incmprensioni, e non in mia presenza», assicura. E poi, sulla possibilità diusare i risparmi degli italiani pressola Cassa Depositi e Prestiti per finanziare le politiche di governo, dice: «Ragioneremo con tutti i nuovi nominati, ma certamente si deve cambiare». Ed eccoci alla partita clou del ministero dell'altro vicepremier, Luigi Di Maio: l'Ilva. «Credo che nessuno possa pensare realmente che l'Ilva di Taranto possa chiudere» ha spiegato Salvini, perché «è una potenza industriale». Poi l'assist al ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico: «Condivido le parole di Di Maio che ci dovesse essere maggiore attenzione nella gara, ma l'obiettivo è che si continui a produrre».