28 febbraio 2020
Aggiornato 01:00
Governo Lega-M5s

Salvini da Mattarella: cosa si diranno vicepremier e Capo dello Stato

Lunedì alle 12 il leader della Lega salirà al Quirinale per un colloquio. La versione ufficiale: «Non si parlerà di magistratura» ma «delle cose fatte da ministro»

Il presidente Sergio Mattarella con il ministro dell'Interno Matteo Salvini
Il presidente Sergio Mattarella con il ministro dell'Interno Matteo Salvini ANSA

ROMA - Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, riceverà il vice presidente e ministro dell'Interno, Matteo Salvini, lunedì prossimo alle 12. «Sono, ovviamente, escluse dall'oggetto del colloquio - si legge in una nota dell'ufficio stampa del Quirinale - valutazioni o considerazioni su decisioni della magistratura». Il leader leghista, nei giorni scorsi, aveva invocato l'intervento del presidente della Repubblica dopo la sentenza della Cassazione che ha disposto il sequestro di fondi della Lega fino a 49 milioni di euro, ma dopo la nota del Quirinale anche Salvini si allinea: «Lunedì a mezzogiorno incontrerò il Presidente Mattarella. Avrò il piacere di spiegargli le tante cose fatte nel mio primo mese da ministro, per mantenere le promesse, per difendere i confini, per proteggere gli italiani e riportare ordine, rispetto e tranquillità in Italia. Ora e sempre #primagliitaliani» ha scritto su Facebook il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini.

Di Maio: «Nessuno è contro i Pm. Ma...»
Intanto dalle colonne di Repubblica arriva la 'posizione' del Movimento 5 stelle sulla questione. Per Luigi Di Maio «la questione delle correnti nella magistratura è stata affrontata da tutti. L'opposizione che ora si scandalizza, nelle linee guida del 2014 parlava della necessità di superarle. L'idea non è quella di creare una corrente unica. Bisogna assicurare la pluralità, ma fare in modo che le scelte nel Csm siano legate agli obiettivi della giustizia e non a interessi di corrente». La magistratura, spiega, «deve fare il proprio lavoro e noi non l'abbiamo mai attaccata, ma ci siamo sempre permessi di dire che, ad esempio, i magistrati che entrano in politica non possono tornare a fare i giudici». Il ministro Bonafede ha detto che certe reazioni ricordano la seconda Repubblica, quindi Berlusconi. Lei è d'accordo o no? «La questione - replica il vicepremier - va affrontata per quello che è: la magistratura ha tutti gli strumenti per trovare quei soldi qualora ci siano. Salvini ha detto che sono stati spesi. Io non ho nessun imbarazzo perché questa storia riguarda i tempi in cui la Lega era guidata da Umberto Bossi».

Il Pd: «Di Maio difende Salvini. Che autogol»
«Sullo scandalo dei 49 milioni di soldi pubblici spariti, Salvini si è chiamato fuori affermando 'io non c'entro, riguarda chi c'era prima di me'. Tesi avallata con eccezionale e allarmante tempismo dal suo parigrado Luigi Di Maio. Mi pare doveroso ricordare che si tratta di una linea di difesa insostenibile per almeno tre motivi». A scriverlo su Facebook è il capogruppo Pd in commissione Affari costituzionali al Senato Dario Parrini. «1. I documenti pubblicati dall'Espresso, di cui nessuno ha contestato la veridicità, mostrano che, dopo essere diventato segretario, Salvini ha incassato e usato ingenti somme che sapeva essere al centro di un procedimento penale per truffa allo Stato. 2. È con Salvini segretario che il patrimonio finanziario della Lega subisce un tracollo anomalo e finora inspiegato di cui starebbe occupandosi l'inchiesta giudiziaria per sospetto riciclaggio avviata all'inizio di quest'anno. 3. Stando a quanto ha appurato anche in questo caso un'inchiesta giornalistica dell'Espresso, è con Salvini segretario che nasce un'associazione-satellite della Lega, 'Più Voci', che secondo ipotesi al vaglio delle autorità inquirenti potrebbe avere lo scopo di ottenere donazioni non aggredibili da eventuali azioni di confisca che già al momento della sua costituzione apparivano probabili e destinate a concretizzarsi in tempi non lunghi».