16 novembre 2019
Aggiornato 03:30
Immigrazione

Dall'Italia la proposta all'Europa per una nuova politica sull'immigrazione

Lavori in corso in vista del Consiglio europeo del 28 e 29 giugno. Ma l'Italia è pronta a portare la sua proposta già sul tavolo di un vertice straordinario

Giuseppe Conte con Matteo Salvini e Luigi Di Maio
Giuseppe Conte con Matteo Salvini e Luigi Di Maio ANSA

ROMA - Una presa di posizione molto netta del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e un incontro tra il premier Giuseppe Conte e il ministro dell'Interno e vice premier Matteo Salvini - ma potrebbe esserci anche l'altro vice premier Luigi Di Maio - per mettere appunto una 'proposta italiana' sulla gestione dei flussi migratori. Con queste due mosse l'Italia si prepara al vertice straordinario e informale sui migranti che dovrebbe tenersi domenica prossima a Bruxelles.  Un vertice a sette - oltre all'Italia ci saranno premier e capi di Stato di Francia, Germania, Spagna, Grecia con i vertici della Ue dei due governi che stanno per alternarsi alla guida del Consiglio Ue, Bulgaria e Austria - per preparare la strada a una soluzione operativa da approvare al Consiglio europeo del 28 e 29 giugno. Un confronto tra le proposte e le soluzioni dei Paesi maggiormente coinvolti nella gestione dei flussi in modo che dal prossimo Consiglio europeo si possa uscire con qualcosa di concreto e non con delle semplici dichiarazioni di intenti.

In campo anche Mattarella
Salvini stamani ha ribadito l'unità del governo gialloverde nella gestione di questo dossier e che il premier Giuseppe Conte «sta lavorando benissimo. Il problema - ha avvertito - non è litigare tra Stati membri ma usare soldi e uomini dell'Ue per difendere il confine europeo». In quale quadro si muova l'Italia lo ha ricordato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che, pur insistendo sul «dovere» dell'accoglienza, sul principio di «umanità» insito e radicato nella stessa Costituzione italiana e sul rispetto del diritto internazionale, ha lanciato un richiamo alla stessa Europa e alla comunità internazionale perchè questo non può essere solo un problema dell'Italia. «La comunità internazionale deve operare con scelte politiche condivise e lungimiranti per gestire un fenomeno che interessa il globo intero» avverte il Capo dello Stato. «L'Unione Europea, in particolare, deve saper intervenire nel suo insieme, non delegando solamente ai Paesi di primo ingresso l'onere di affrontare le emergenze".

Toninelli: «L'Italia non ha mai 'chiuso i porti'»
Intanto dalla Camera arrivano le parole del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli: «Da parte dell'Italia non c'è mai stato alcun atto formale di chiusura dei porti» ma «c'è sempre stata la disponibilità ad accogliere i bisognosi di assistenza, disponibilità rifiutata essendo intervenuto il porto di Valencia». Così «dopo aver tratto in salvo i 629 migranti - ha ricostruito il ministro - la Guardia costiera italiana, trovandosi nelle acque di responsabilità maltese, ha richiesto un porto di sbarco a La Valletta, trattandosi del porto più vicino e sicuro. Nel frattempo analoga richiesta è stata effettuata anche per un porto di sbarco italiano; a questo proposito si evidenzia che l'articolo 83 del Codice della navigazione affida al Ministro interrogato il potere di limitare o vietare il transito e la sosta di navi mercantili nel mare territoriale per motivi di ordine pubblico. In mancanza dell'assenso del Ministro dell'Interno, competente in materia di ordine pubblico, non sarebbe stato possibile per la Guardia costiera dirigersi verso alcun porto italiano, neppure in quelli delle città i cui sindaci avevano offerto la disponibilità all'accesso».