7 giugno 2020
Aggiornato 05:30
Immigrazione

Salvini conferma il viaggio in Libia: collaboreremo per costruire strade e ospedali, non andiamo a dare lezioni come i francesi

«Non sta scritto sulla Bibbia che dobbiamo essere gli unici a girare per tutto il Mediterraneo» spiega il ministro, che chiarisce cosa andrà a fare in Libia

Il ministro dell'Interno Matteo Salvini a Cinisello Balsamo
Il ministro dell'Interno Matteo Salvini a Cinisello Balsamo ANSA

ROMA - «La pacchia è finita davvero», almeno stando alle parole del leader della Lega e ministro dell’Interno Matteo Salvini in una intervista al Giornale: «Marina Militare e Guardia costiera continueranno a salvare vite come hanno fatto meritoriamente fino a oggi, ma poi ragionerò coi ministri Toninelli e Trenta, che ne hanno competenza e con i quali sto lavorando benissimo, sul fatto che è giusto salvare vite, però non sta scritto sulla Bibbia che dobbiamo essere gli unici a girare per tutto il Mediterraneo». Ci sono i libici, i tunisini, i maltesi, i francesi, gli spagnoli, i greci, le navi della forza europea Themis e, prosegue Salvini, «spererei ci fossero anche quelle della Nato e quindi sono orgoglioso di quello che hanno fatto i nostri uomini della Marina e della Guardia costiera». Però – specifica Salvini – una volta fatta chiarezza sul ruolo delle Ong, anche noi dovremo essere più attenti e vicini al nostro territorio, per cui chiederò ai colleghi di tenere i nostri uomini e le nostre navi più vicini alle nostre coste.

In Libia a collaborare, non a dare lezioni come i francesi
Salvini conferma che il viaggio in Libia a fine mese ci sarà. Ci andra a brevissimo – racconta - per confermare l’amicizia tra i due Paesi e una collaborazione economica per investire in strade, infrastrutture, ospedali e altro, ma anche per ribadire il ruolo di Marina e Guardia costiera libiche, «perché noi non andiamo come i francesi a dare lezioni o a colonizzare, ma a dare il nostro supporto». E poi ecco il nuovo attacco ai vicini d’Oltralpe: «Sicuramente bisogna dare una mano, però secondo me Macron e i francesi sbagliano quando vanno in casa altrui a fissare date di elezioni, rischiando di complicare la situazione anziché agevolarla. Andremo rispettosamente non solo in Libia, ma lavorerò anche con il collega degli Esteri per Tunisia ed Egitto».

Ong finanziate da chi lucra sui nuovi schiavi
Per il ministro siamo solo all’inizio. "Non sono qua a festeggiare – spiega - sarà un percorso lungo e difficile, ma son contento di aver dato un segnale di orgoglio e dignità a nome del popolo italiano». Se gli si chiede perché i predecessori non abbiano agito chiudendo i porti come ha fatto lui, risponde: «Perché c’è ancora quella parte di sinistra radical chic per cui l’Italia deve diventare un campo profughi». Certo, Minniti ha ridotto gli sbarchi e Salvini glielo riconosce: «Ma puntiamo a migliorare – dice -. Con il no alle Ong mi pare che questi abbiano gettato la maschera. Non sono generosi, cristiani, che salvano il prossimo, ma nascondono precisi interessi economici». E torna su chi finanzia il business dell'immigrazione a livello internazionale, "persone come Soros, che non vuole aiutare i bambini che scappano, ma creare nuovi schiavi. Ecco perché continueremo a non far entrare le navi Ong e a dirottarle in altri Paesi».

Sui cieli del Mediterraneo i nostri Predator
A tal proposito, i Predator della nostra Aeronautica sorvolano il Mediterraneo e possono fornire informazioni puntuali su cosa accade nella zona Sar. Informazioni utili anche ad altro: «Stiamo lavorando sulle regole – illustra il ministro – sui finanziamenti, sul rispetto delle normative e ci stanno lavorando anche altri, ci sono indagini in corso da tempo. Vanno fermati il prima possibile». Quindi un accenno al caso della Enrica Lexie, che a ottobre riesploderà con l’apertura dell’arbitrato internazionale: «Starò vicino ai due fucilieri. Chiunque indossi una divisa sappia che non è solo a prescindere. Userò il mio ruolo di vicepremier, coordinandomi con Conte e Di Maio, se sarà necessario».

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