13 novembre 2019
Aggiornato 19:00

Tra Italia e Francia ora c'è «intesa perfetta»: ma Salvini resta un problema

L'incontro tra Conte e Macron all'Eliseo si chiude con una stretta di mano. Ma il presidente francese torna a criticare il ministro degli Interni

PARIGI - Una frase. Solo una frase di Emmanuel Macron. Ma tanto basta per mettere a rischio i rapporti futuri tra Italia e Francia. Perché per il presidente francese l'asse dei ministri dell'Interno di Roma, Vienna e Berlino «riporta a un triste passato». Lo scontro sul caso Aquarius, quindi, può ritenersi chiuso ma per arrvare a un lavoro comune su ltema dei migranti la sensazione è che molto dipenderà dalle scelte che l'Italia intraprenderà nei prossimi mesi. Punto di partenza del 'nuovo corso' di rapporti tra Italia e Francia sarà l'istituzione di hotspot nei Paesi africani d'origine, «non solo la Libia ma anche quelli sahariani, come il Niger» per chiudere la rotta verso il Mediterraneo tutelando, al tempo stesso, le vite dei migranti. Questa la proposta che il premier Giuseppe Conte ha portato all'Eliseo per un'attuazione nel breve periodo in vista di una riforma che l'Italia vuole radicale, del regolamento di Dublino. Il tutto verso un vertice tra i due Paesi in autunno a Roma «per rafforzare la cooperazione», come ha spiegato il premier italiano. «Abbiamo sempre detto e lo ribadiamo: il regolamento di Dublino deve cambiare, l'Italia è fortemente contraria alla proposta che è in discussione ora e sta preparando una propria proposta che non vede l'ora di condividere con gli amici francesi e con gli altri partner europei per finalizzarla a livello europeo sotto la presidenza austriaca. Serve un radicale cambio di paradigma».

Conte: «Nessuno può lavarsi le mani del problema miganti»

«Nessuno può rimanere estraneo e lavarsi le mani rispetto al problema» dei migranti. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nella conferenza stampa al termine della colazione di lavoro all'Eliseo con il presidente francese Macron, ribadisce la linea del governo M5S-Lega sull'immigrazione. «Servono centri di identificazione europea per accelerare l'identiticazione e, quanto all'asilo, è il concetto stesso dello Stato di primo ingresso che va ripensato, chi mette piede in Italia mette piede in Europa», ha scandito Conte. Bisogna «tutelare i diritti fondamentali dell'uomo e incrementare la lotta agli speculatori e trafficanti di questa moderna tratta disumana, ha aggiunto, il che vuol dire «cambiare il regolamento di Dublino e rafforzare i vincoli di solidarietà». Per il premier italiano «sull'immigrazione è il momento di voltare pagina e su questo c'è pieno accordo con il presidente Macron, con l'amico Emanuele. I fatti dimostrano che dobbiamo cambiare strategia e realizzare un sistema coerente con i valori europei rafforzando la difesa della vita umana e la salvaguardia dei diritti umani, la legalità e la tutela della sicurezza», ha proseguito il premier italiano, «bisogna rafforzare a livello Ue il rapporto con i paesi di origine e di transito dei migranti, prevenire i viaggi della morte e tutta l'Europa deve avvertire questa responsabilità».

Macron: «Rafforzare i rapporti con i Paesi d'origine»

Per arrivare a una soluzione, secondo Macron, «è necessario rafforzare i rapporti con i Paesi da cui origina la maggior parte dell'immigrazione illegale». Macron in tale senso ha sottolineato l'intesa con l'omologo italiano. Il presidente francese ha anche posto l'accento sull'urgenza di cambiare il regolamento di Dublino e di una effettiva cooperazione dell'intera compagine europea. «Abbiamo deciso di rafforzare il partenariato nei confronti di altri Paesi del mediterraneo in particolare del versante Sud del mediterraneo», ha affermato Macron. «Il nostro auspicio è che a questo lavoro si associno Spagna e Germania. Noi, con i nostri partner, lanceremo iniziative concrete per gestire i flussi e avere vere risposte umanitarie», ha continuato, sottolineando la necessità di una «cooperazione che va rafforzata. Questa risposta umanitaria non comincia quando arrivano delle navi nelle nostre acque, comincia il giorno in cui uomini e donne vengono messi nelle condizioni di prendere il mare e di rischiare la vita», ha precisato Macron, sottolineando la necessità di una maggiore cooperazione con le autorità di questi Paesi. Paesi dove «abbiamo avviato un lavoro di coperazione e di formazione, di sviluppo in questi Paesi. Bisogna proseguirlo e intensificarlo adottando iniziative nuove».

Perché Salvini resta un problema

Ma se il premier Conte ha voluto sottolineare come «c'è una piena condivisione con il ministro dell'Interno ma anche con il ministro delle Infrastrutture e con tutti gli altri» e che «la mia linea è la piena condivisone e il confronto con tutti i miei ministri e quindi tutte le iniziative del governo sono condivise, fermo restando che me ne assumo la piena responsabilità», per la Francia un problema resta, soprattutto in prospettiva. E riguarda il cosiddetto 'asse di volenterosi' che vedrebbe in prima linea su un nuovo corso di gestione dei flussi migratori l'Italia, l'Austria e i paesi di Visegràd: «Diffido di queste formule che non hanno mai portato fortuna nella storia» ha spiegato Macron, ma «se l'Italia ha contatti privilegiati con Paesi come Austria e Ungheria può usarli per farli aderire a regole di maggiore solidarietà europea».