16 novembre 2018
Aggiornato 10:30

La paura del Pd ora sono i neofascisti: «Cosa farà Salvini per fermarli?»

La prima interrogazione presentata dall'opposizione al ministro degli Interni è sulla diffusione del neofascismo in Italia
Matteo Salvini a Brescia per sostenere il candidato sindaco del centrodestra Paola Vilardi
Matteo Salvini a Brescia per sostenere il candidato sindaco del centrodestra Paola Vilardi (Filippo Venezia | ANSA)

ROMA - «Il ministro dell'Interno condivide la preoccupazione per il proliferare di gruppi estremisti di stampo fascista e neonazista? E quali iniziative intenda perseguire al fine di evitare la recrudescenza di atti violenti ed intimidatori, nonché accertare la presenza, nelle manifestazioni organizzate da tali movimenti, di simboli fascisti o eventuali richiami al disciolto partito fascista o a ideologie inneggianti la discriminazione razziale, etnica o religiosa?». Lo chiedono 53 deputati del Partito democratico con un'interrogazione al ministro dell'Interno Matteo Salvini, la cui prima firmataria è Maria Chiara Gadda. 

Nel mirino la presentazione di un libro a Varese
«Il giorno 9 giugno 2018 - spiegano i deputati del Pd - è stato concesso da parte dell'amministrazione comunale di Gazzada Schianno (VA) l'uso della sala consiliare per la presentazioni del libro 'Sangue senza valore' di Alessandro Limido, presidente di Do.RA.. Il Presidente Limido figura tra gli indagati nell'inchiesta aperta dalla Procura della Repubblica di Busto Arsizio nel dicembre 2017, a seguito delle perquisizioni effettuate da Digos e Antiterrorismo nei confronti dei militanti di estrema destra 'Do.ra. Comunità militante dei Dodici Raggi', una delle più organizzate comunità di estrema destra sul territorio italiano. In tale occasione sono stati sequestrati strumenti atti all'offesa e armi bianche (svastiche, pugnali, cartucce a salve, asce) e grande quantità di materiale documentale riportante simboli e vessilli nazisti»

Il blitz al sacrario dei caduti partigiani
«Cinque esponenti dell'associazione 'Do.Ra.' - si legge nell'interrogazione - sono stati deferiti per i reati di riunione pubblica non preavvisata, deturpamento e invasione di terreni, commessi il 4 dicembre scorso presso il sacrario ai caduti partigiani di San Martino di Duno (Varese). In questi anni Do.ra ha propagandato messaggi razzisti e xenofobi sul web e in occasione di cortei ed eventi pubblici. Tra questi, il festeggiamento dell'anniversario della nascita di Adolf Hitler e la ripetuta profanazione del sacrario eretto in memoria dei caduti partigiani sul Monte San Martino. Il gruppo ha anche promosso tramite web, una petizione on-line con l'intento di chiedere 'la messa fuorilegge dell'associazione nazionale partigiani d'Italia, la chiusura di tutte le sezioni e i processi per crimini di guerra dei partigiani ancora viventi'. La questura di Varese ha presentato rapporto all'Autorità giudiziaria in ordine a tale petizione, per le valutazioni di competenza rispetto alla sussistenza dei comportamenti che integrino fattispecie di reato. Il movimento risulta essere inoltre vicino a tifoserie calcistiche di estrema destra e ha legami con altre formazioni che si ispirano al nazionalsocialismo, come il Manipolo d'Avanguardia Bergamo».

«Non è reato?»
«Chiediamo - concludono i deputati del Pd - per questo di avviare delle indagini per valutare se le condotte della sindaca di Gazzada Schianno non configurino il reato di favoreggiamento e, vista la crescente dimensione del fenomeno, se il Ministro intenda procedere con il rafforzamento di un osservatorio per il monitoraggio di episodi di neofascismo».