24 ottobre 2018
Aggiornato 03:30

Il ritorno di Mario Monti (con minaccia a Conte): «Attenzione al rischio Troika»

L'ex premier tecnico e oggi senatori a vita augura «buon governo» al nuovo premier. Poi l'avvertimento
L'ex premier Mario Monti
L'ex premier Mario Monti (ANSA/GIUSEPPE LAMI)

ROMA - «Non confido nell'insuccesso di questo governo. Si è detto che lei sarebbe un premier dimezzato perché ha al suo fianco due leader politici a tuttotondo. Credo che non lo sarà, spero che non lo sarà, un governo è efficace se chi lo guida è il presidente del Consiglio e se questi esercita pienamente i suoi poteri e le sue responsabilità». Lo ha detto il senatore a vita, Mario Monti, durante la discussione generale in Senato sulla fiducia al governo Conte. Monti ha ricordato gli anni del suo governo che «ha consentito all'Italia di uscire fuori da una spaventosa crisi: voi colleghi della Lega e del M5s oggi avreste la Troika, sareste un governo dimezzato. La Troika è una realtà disgustosa e abbiamo fatto di tutto per risparmiare all'Italia questa dimostrazione di scarsa dignità». Il senatore a vita si augura di no, ma - ha aggiunto - «non è escluso che l'Italia possa dover subite ciò che ha evitato allora, cioè l'umiliazione della Troika».

Paolo Savona scherza con i giornalisti
Chi è già stato sugli scranni del governo, e oggi ci torna a distanza di anni, è Paolo Savona: «Io contento? Contento è una parola grossa» ha risposto il nuovo  ministro per gli Affari europei con fare ironico ai cronisti che gli chiedevano se sia contento della sua nomina. E ai giornalisti che, a Palazzo Madama, gli chiedevano cosa cambi rispetto al suo primo incarico da ministro, Savona si è limitato a rispondere che «mi hanno chiamato tra la prima e la seconda Repubblica, ora tra la seconda e la terza». Per quanto riguarda il suo compito, ha spiegato che «devo rimettere in piedi il Ministero».

Brunetta, un ex ministro sull'Aventino
Chi, tra gli ex alleati di Matteo Salvini, sembra proprio non aver mandato giù la nascita del governo Lega-M5s è Renato Brunetta che non ha perso occasione per attaccare il nuovo premier: «Giuseppe Conte è il primo presidente del Consiglio nella storia italiana che si presenta in Parlamento a chiedere la fiducia non da leader di una coalizione ma da semplice garante di un contratto che, come lui stesso ha ammesso nel corso del suo intervento, ha contribuito a scrivere solo in parte. Ricordiamo al neo presidente del Consiglio - prosegue - che la Costituzione italiana non prevede che il primo ministro sia un semplice notaio, garante di un accordo, ma che egli diriga la politica generale del governo, essendone responsabile e che mantenga l'unità di indirizzo politico ed amministrativo, promuovendo e coordinando l'attività dei ministri. L'aver sminuito pubblicamente il suo ruolo, come egli ha fatto questa mattina, non fa nient'altro che rafforzare l'idea del 'premier telecomandato' che si è fatta largo nell'opinione pubblica internazionale e che è incompatibile con lo spirito democratico a cui si informa la nostra Repubblica».