Le due certezze di Conte: ministri politici e tutela dei risparmiatori truffati
Le parole del premier incaricato al termine delle consultazioni
ROMA - «Per quanto riguarda i tempi della formazione del governo dedicherò l’intera giornata a elaborare una proposta da sottoporre al presidente della Repubblica. Saranno ministri politici, persone che condividono obiettivi e programmi del governo del cambiamento e che abbiano dato prova di poter adempiere alle funzioni pubbliche a cui saranno chiamati con disciplina e onore». Lo ha detto il premier incaricato, Giuseppe Conte, al termine delle consultazioni. «Incontrerò il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco», ha aggiunto. Ha anche affermato che «chi ha subito truffe e raggiri sarà risarcito». Conte ha spiegato che incontrerà «una delegazione di risparmiatori che hanno sofferto per il default di alcune banche, persone che hanno diritto come tante altre di essere ascoltati dalle istituzioni. Chiedono il rispetto dei loro diritti e che il loro risparmio venga tutelato, come scritto nella Costituzione. La tutela dei loro risparmi sarà uno dei principali impegni di questo governo, il governo del cambiamento».
Di Maio: è la persona giusta
Dal canto suo, Luigi Di Maio, al termine del colloquio con Conte ha detto che è «la persona giusta» per guidare un governo che sarà «amico del popolo». «Dico poche parole per esprimere tutta la felicità del momento. Sarà un governo amico del popolo e che difenderà i più deboli. Noi vogliamo partire dalla parte più debole di questo paese. I diritti sociali sono al centro del nostro contratto di governo». Un contratto che contiene «sfide importantissime, Giuseppe Conte è la persona giusta». «Ci interessa coinvolgere in questo governo – ha aggiunto – tutte le migliori energie di questo Paese. Non sto parlando necessariamente dei ministeri ma anche dei cittadini in genere.
Poche leggi ma fatte bene
Ci sono tante storie da raccontare, "penso all’imprenditore Bramini". Ci sono tante soluzioni da mettere in piedi per coloro che un’impresa ce l’hanno ancora ma pagano oltre il 60% di tasse per servizi che non vedono, prosegue Di Maio. "Penso a quello che dobbiamo fare sulla scuola per superare la Buona scuola; sul lavoro, col salario minimo orario; la sanità, riportando il merito al vertice delle aziende ospedaliere. C’è tanto da fare, tanti problemi da risolvere. Oggi siamo molto felici, ci sono ancora alcune questioni da affrontare». Di Maio auspica «poche leggi ma fatte bene», non serve «sfornare leggi in maniera bulimica. Redditometro, studi di settore non sono da sostituire con altra burocrazia ma da eliminare».
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