Italia | Governo

«Si sta scrivendo la storia»: a dividere Salvini e Di Maio solo il nome del premier

In calo le quotazioni di Giampiero Massolo. In pole Elisabetta Belloni e Giacinto Della Cananea

MILANO - «Ovviamente si sta scrivendo la storia e ci vuole un po' di tempo. Di nomi non abbiamo parlato, c'è un ottimo clima al tavolo, si stanno affrontando temi importantissimi: per la prima volta nella storia si porta avanti un trattativa governo mettendo al centro i temi»: questo il commento del leader del Movimento 5 stelle, Luigi Di Maio, lasciando il vertice al Pirellone. «Speriamo di chiudere il prima possibile», ha affermato ancora Di Maio. A chi gli chiede se contano di finire entro oggi, Di Maio replica: «vediamo». Infine, a diretta domanda se il futuro premier sarà terzo, nessuna risposta. Ieri invece Di Maio ha spiegato come sul tavolo non c'è «un'alleanza con la Lega Nord ma un contratto da firmare che mette al centro i cittadini e i loro problemi, non i politici». «Come promesso, lavoro fino all'ultimo per dare un futuro migliore all'Italia». Luigi Di Maio e Matteo Salvini hanno affidato a Facebook, come ormai consuetudine, i loro messaggi: e se il primo, di Maio, ha con un video cercato di rassicurare gli attivisti del Movimento che sul tavolo del Pirellone non c'è nessuna alleanza, Matteo Salvini si è fatto ritrarre penna in mano, e volto concentrato, intento a stilare i punti dell'accordo. Ancora nessuna intesa, però, fra Movimento 5 stelle e Lega Nord sul nome del nuovo premier e anche sulla formazione della squadra di governo. I due leader Luigi Di Maio e Matteo Salvini assicurano però di essere impegnati solo e soltanto sui temi: «Di nomi non abbiamo parlato, si parla del contratto di governo», fa sapere infatti il capo politico dei pentastellati. «Sono contento - fa eco anche il numero uno del Carroccio - perché si sta parlando di temi, non di nomi, non di cognomi, non di ministri».

Chi sarà il premier?
Nella ridda di voci e ipotesi, si sarebbero ridotte quasi a zero le chance che a Palazzo Chigi arrivi Giampiero Massolo, ex segretario generale alla Farnesina, ai vertici dei Servizi e oggi presidente di Fincantieri, giudicato anche dalla base «fin troppo uomo di apparato e di sistema». Sembrerebbero invece ancora in pista l'attuale segretario generale agli Esteri, Elisabetta Belloni, come pure il professor Giacinto Della Cananea. Lo stesso vale per il leghista Giancarlo Giorgetti così come resta sempre possibile, ma improbabile, l'ipotesi di una staffetta fra i due leader. 

La basi dell'accordo
Meno problematiche, secondo quanto emerge, le trattative sui punti del contratto: le delegazioni avrebbero raggiunto il pieno accordo sui primi dieci punti del programmache, potrebbe avere un incremento dei titoli, arrivando a oltre una ventina rispetto ai 19 di inizio trattative. Secondo fonti leghiste, sul tavolo ci sarebbe anche il nodo Ilva, dossier sul quale la Lega si oppone alla chiusura e, sottolineano, sarebbe questo l'orientamento finale dell'accordo. «Contiamo di portare a Mattarella un'idea di Italia positiva per i prossimi anni e lo ascolteremo col massimo rispetto», ha spiegato Salvini lasciando il Pirellone. Poi una stilettata al presidente della Repubblica: «Ho riletto anch'io Einaudi. Ma va letto tutto, scrisse di un Paese fondato sull'autonomia».

Una trentina i punti del programma
A spiegare lo stato della trattativa è stato proprio il leader della Lega Nord: «Sono una trentina i punti del programma e su qualcuno ci sono ancora posizioni diverse. D'altronde siamo due forze politiche diverse che avevano programmi diversi: il lavoro che stiamo facendo e vedere se c'è un'idea di Italia non uguale ma simile, con cui governare nei prossimi mesi per evitare le elezioni domani mattina o governi tecnici. Se la compatibilità arriverà all'80% si parte, se invece ci saranno ancora punti di disaccordo quantomeno ci abbiamo provato: sono fiducioso». Comunque, «sui punti caldi come tasse,pensioni e immigrazione c'è ottimismo». Per il leader della Lega l'idea è di mettere nero su bianco «il progetto per il futuro dell'Italia. Questo ovviamente passa attraverso la rinegoziazione dei trattati Ue, altrimenti l'Italia soffoca. E su questo mi sembra ci sia una volontà comune».