22 ottobre 2019
Aggiornato 00:00

Laura Boldrini avverte la sinistra: «Non possiamo galleggiare, così ci estinguiamo»

L'ex presidente della Camera a Repubblica: «Stiamo rischiando l'espulsione dalla scena politica»

L'ex presidente della Camera Laura Boldrini
L'ex presidente della Camera Laura Boldrini ANSA

ROMA - Il fallimento elettorale di Liberi e Uguali. Il crollo del Partito democratico e la conseguente guerra intestina che si è sviluppata dopo il drammatico risultato alle urne. Alle porte, poi, la nascita di un'asse tra Lega Nord e Movimento 5 stelle di stampo tutt'altro che europeista. E di sinistra. Parte da qui, Laura Bolrdini, per provare a richiamare a una sorta di unità del centrosinistra. Perché, ha spiegato l'ex presidente della Camera in un'intervista a Repubblica, «non possiamo galleggiare perché così ci estinguiamo. Con il Pd è importante dialogare ma anche il Pd deve sentire questa esigenza». Punta al dialogo, per ripartire. Ma bisogna fare presto perché, in questa situazione e un accordo di governo alle porte tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio «la sinistra rischia l'espulsione dalla scena politica».

«Andare oltre Liberi e Uguali»
Pe quanto riguarda la forza politica nata sotto elezioni e che ha unito il mondo a sinistra del Pd, da Pisapia a Sinistra Italiana passando per l'ex presidente del Senato, Pietro Grasso, Laura Boldrini è convinta che si debba andare «oltre Liberi e Uguali» ma,l tempo stesso tutta l'area progressista deve cambiare rotta. «Penso che ora - sottolinea - la sinistra e il centrosinistra debbano passare per un big bang se vogliono risollevare le proprie sorti».
 
L'analisi del fallimento elettorale
«I risultati delle liste associate al Pd» osserva Boldrini, «che era l'operazione di Pisapia, non hanno neanche raggiunto il 3%. Per Leu non è stato soddisfacente, ma per le liste coalizzate con i Dem ancora meno. Tutti indistintamente siamo stati percepiti come establishment. Vogliamo prenderne atto seriamente e agire di conseguenza?». Leu si deve sciogliere? «Quello che è accaduto il 4 marzo è centrale. Il pericolo ora è che si consolidi il bipolarismo 5Stelle-Lega e che la sinistra rischi l'espulsione dal quadro politico. Bisogna andare oltre Leu. Cosa vuol dire? Un'aggregazione più ampia, innovativa, con le migliori esperienze dei sindaci come la rete di Pizzarotti, del civismo, della cultura femminista, dell'ambientalismo e dell' associazionismo. Quando si prende il 3%, l'imperativo è cambiare, non riproporre stancamente lo stesso assetto». Perché ora, «con l'asse 5Stelle-Lega - conclude Boldrini - vedo il rischio di un governo oscurantista, che colpisce i diritti. Di Maio da due mesi fa il camaleonte, anche questo preoccupa».