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Salvini - Di Maio, si chiude entro domenica: da Forza Italia nessuna ostilità

Il leader della Lega Nord: «Abbiamo chiesto due, tre giorni al presidente Mattarella per chiudere tutto»

Matteo Salvini dopo l'incontro con Luigi Di Maio, Roma, 10 maggio 2018
Matteo Salvini dopo l'incontro con Luigi Di Maio, Roma, 10 maggio 2018 (ANSA/GIUSEPPE LAMI)

ROMA - «Abbiamo chiesto due tre giorni alpresidente Mattarella per chiudere tutto, se si chiude. Sennò si vota». Il leader della Lega, Matteo Salvini,interpellato dai cronisti vicino a Montecitorio, risponde in maniera lapidaria. Poche parole, pronunciate di fretta, per calmare le acque. Un work in progress continuo, quello che vede impegnati Salvini e Di Maio, che hanno chiesto ancora del tempo al presidente per arrivare a dama. E se non si dovesse trovare l'accordo, per Lega Nord e Movimento 5 stelle si tornerebbe alle posizioni di partenza: niente governo neutrale, del Presidente, ma voto immediato. Ma dai due schieramenti filtra ottimismo: «In questo grande viaggio intercontinentale, la parte delle turbolenze l'abbiamo passata e vediamo la destinazione. È stata fondamentale, in queste ore e in questi giorni, la tenuta dell'equipaggio, perché al di là dello scambio dialettico emerge il senso di responsabilità». Con queste parole il presidente del Veneto, Luca Zaia, ha voluto rassicurare gli animi. 

«Ora finalmente si parla di programmi: sicurezza e immigrazione»
«Sono fiducioso per il lavoro che sta portando avanti Matteo Salvini, che ha il nostro incondizionato appoggio e che si è dimostrato lucido e che ha sempre messo al primo posto le risposte da dare ai cittadini», ha continuato Zaia, secondo cui il governo non dovrà avere «un programma, ma un contratto, che sia assolutamente decifrabile, comprensibile e che abbia tempistiche chiare: deve esserci scritto chi fa cosa, come, quando, dove e perché». Il presidente del Veneto chiude poi con un auspicio: «Che se ne esca veloci con un governo perché il popolo è stremato. Nello scrivere un contratto di governo bisogna ricordare solo che i cittadini ci guardano e ci giudicano, oggi i riflettori sono tutti puntati su questo governo». Ed è proprio in merito ai programmi, o al contratto che dir si voglia, che Matteo Salvini ha messo i primi paletti: «Il tema dell'immigrazione, della sicurezza e degli sbarchi sarà parte fondante del programma del governo». Poi, una battuta nei confronti dei giornalisti nei pressi di Montecitorio: «Sono orgoglioso che ora si parli di temi e non di nomi».

Nessuna ostilità da Forza Italia
La seconda forza dello schieramento di centrodestra, intanto, prova a rassicurare il leader della Lega Nord: «Forza Italia ha detto che non guarderà con ostilità preventiva il nuovo governo. Ha anche detto che valuterà con rigore, il programma, la composizione, e il progetto politico». A spiegarlo è stato il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, a margine della conferenza stampa di presentazione del Teatro di Genova. «Noi abbiamo lasciato gli ormeggi, adesso spetta a Lega e M5S fare un governo che abbia la capacità di risolvere i problemi del paese» ha aggiunto Toti. «La Lega resta una nostra alleata strategica, governiamo insieme ottimamente anche tante regioni, adesso in bocca al lupo, spero che riescano a trovare la quadra».