17 ottobre 2019
Aggiornato 00:00
Genova

Alluvione 2011, tassativo correggere l'errore nelle condanne!

Il procuratore generale Luigi Cavadini Lenuzza, così come i legali degli imputati e delle parti civili sono però in accordo sostenendo che "Non è così che si corregge la sentenza!"

Udienza per correggere l'errore nelle condanne da parte dei giudici della corte d'appello
Udienza per correggere l'errore nelle condanne da parte dei giudici della corte d'appello ANSA

GENOVA - I giudici della corte d'appello di Genova si sono riservati di decidere in merito alla correzione dell'errore nel dispositivo della sentenza di secondo grado per i fatti dell'alluvione del novembre 2011, in cui persero la vita quattro donne e due bambine.

LO SCAMBIO - I magistrati, nella sentenza con cui avevano confermato la condanna a cinque anni per l'ex sindaco Marta Vincenzi, avevano scambiato i capi di imputazione e avevano calcolato al ribasso le pene per l'ex assessore Francesco Scidone (difeso dall'avvocato Testasecca) e per il dirigente comunale Gianfranco Delponte (avvocato Romano Raimondo).

PROCEDURA SCORRETTA - Era stata così fissata l'udienza per correggere l'errore e raddoppiare la condanna. Lo stesso procuratore generale Luigi Cavadini Lenuzza ha però detto, nella sua discussione, che la procedura adottata dalla corte non sarebbe quella corretta. Stesse conclusioni per i legali degli imputati e delle parti civili.

CONDANNE - Oltre all'ex sindaco condannati anche Scidone a 2 anni e 10 mesi (quattro anni e nove mesi in primo grado), a 2 anni e nove mesi Delponte (che in primo grado aveva avuto quattro anni e cinque mesi), a 4 anni e 4 mesi Pierpaolo Cha (un anno e quattro mesi in primo grado) e 2 anni e 10 mesi a Sandro Gambelli (un anno in primo grado). Otto mesi invece per l'ex coordinatore dei volontari della Protezione Civile, Roberto Gabutti, assolto in primo grado.

LE VERE INTENZIONI - La prima stesura del pronunciamento all'appello aveva sensibilmente ridotto la condanna per Scidone e Delponte, portata a poco più di due anni, ma in realtà l’intento dei giudici era l’esatto contrario, volevano infatti portare entrambe le condanne sopra i quattro anni. 

ACCUSE - Omicidio e disastro colposo e falso per il verbale dell'esondazione taroccato. Sono stati assolti per il reato di calunnia. Roberto Gabutti era stato accusato 'solo' per falso e calunnia.