23 ottobre 2018
Aggiornato 16:30

Di Maio al Quirinale: scegliamo con Salvini premier terzo, no a governi tecnici

Le parole del capo politico del M5s dopo la terza consultazione al Quirinale con il presidente Sergio Mattarella

ROMA - "Abbiamo ringraziato Mattarella per la pazienza che sta avendo con le forze politiche. Negli ultimi 2 mesi abbiamo fatto di tutto per dare un governo al Paese, lo abbiamo fatto in maniera lineare, mettendo al centro un contratto alla tedesca, partendo dal presupposto che il 4 marzo gli italiani ci hanno fatto diventare la prima forza del Paese, ma a causa della legge elettorale non eravamo autonomi». Esordisce così Luigi Di Maio dopo il nuovo giro di consultazioni con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. "Ci siamo rivolti prima alla Lega, perché loro erano l'altra forza politica uscita vincitrice alle elezioni del 4 marzo: ci abbiamo provato per 40 giorni, ma non è stato possibile formare un governo" spiega il capo politico del M5s.

Prima la Lega, poi il Pd
A quel punto, anche grazie all'incarico esplorativo affidato dal Presidente della Repubblica al Presidente della Camera Fico, continua Di Maio, "abbiamo provato a intavolare un dialogo con il PD, che sembrava aver dato segnali di apertura con il segretario reggente Martina». Questa seconda interlocuzione "ci è costata molto", ma pareva esserci un'apertura e visto che al centro c'erano i temi "ci abbiamo provato", ma la strada "è stata sbarrata da un'intervista tv». Una volta assodate queste due impossibilità, "abbiamo capito che le due forze politiche che hanno perso le elezioni si stavano sentendo per impedire al M5S di andare al governo".

Scongiuriamo un altro 2011
Oggi siamo in un'altra fase, spiega ancora il leader grillino, nella quale ieri "ho detto chiaramente che io sono disponibile a scegliere insieme a Salvini un Presidente terzo" che possa rappresentare un contratto di governo con dei punti non trattabili, quali reddito di cittadinanza, superamento legge Fornero e una seria riforma dell'anticorruzione. "Ora non so cosa succederà, capiremo nelle prossime ore cosa farà la Lega e il 5 Stelle. Noi oltre a questo schema non possiamo andare». Personalmente, aggiunge ancora, "mi sento di dire che non siamo disponibili a votare la fiducia a governi tecnici. E' per scongiurare un altro 2011 che abbiamo provato a dare un governo politico a questo Paese: se c'è buona volontà, ce la possiamo ancora fare. Se non ci fossero le condizione per realizzare un governo tecnico, allora per noi si deve tornare al voto".

Se andremo al voto sarà ballottaggio
E lo si deve fare nella consapevolezza che "sarà un ballottaggio" tra due realtà politiche che competono per andare al governo del Paese. "Noi non volevamo arrivare a questo punto, non volevamo dire agli italiani che si deve tornare a votare" conclude Di Maio. "Se siamo arrivati qui è perché c'è stato molto cinismo da parte delle forze politiche, ma se terza Repubblica deve essere, allora i politici devono fare un passo indietro afavore dei cittadini. Se saremo capaci di mettere al centro i problemi degli italiani, forse riusciremo ad uscire dallo stallo, altrimenti si andrà al voto".