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Maroni: «Tifo per Salvini premier ma si andrà a nuove elezioni»

L'ex governatore: "Soluzione è possibile ma non si vuole trovare"

Roberto Maroni.
Roberto Maroni. (ANSA)

MILANO - «Faccio il tifo per Salvini premier perchè faccia tutte le riforme promesse in campagna elettorale a partire dall'abolizione delle legge Fornero. Mi auguro che trovi un'intesa con il M5S. Ci sono le condizioni per farlo se i pentastellati superano i veti. Una soluzione è possibile ma non si vuole trovare perchè così è aperta la strada per nuove elezioni. Un governo da qui a ottobre volendo lo si trova». E' la previsione dell'ex presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, sulla formazione del nuovo esecutivo.

Previsione
Secondo Maroni, che ha parlato al palazzo di giustizia di Milano in una pausa del processo che lo vede imputato per i presunti favori a due sue ex collaboratrici al Viminale, «la prospettiva più conveniente è che si arrivi a elezioni anticipate» ma soltanto «dopo l'approvazione di una nuova legge elettorale» con il ballottaggio al secondo turno «come quello dei sindaci». Il sistema a doppio turno appare infatti a Maroni il migliore possibile e l'unico in grado di assicurare governabilità: «Chi vince fa il capo del governo, chi perde fa il capo dell'opposizione per 5 anni».

No a veti incrociati
Dito puntato contro «i veti incrociati» che stanno caratterizzando il dibattito politico sul nuovo governo e che, ha puntualizzato Maroni, fanno emergere «agli occhi dei cittadini l'incapacità della politica». Quanto al suo futuro, lo storico rappresentante del Carroccio ha ribadito di non essere interessato a incarichi di natura istituzionale: «A inizio gennaio ho fatto la mia scelta di non ricandidarmi e di non essere a disposizione per altri ruoli istituzionali. Ora faccio altro, non rimpiango nulla, sto valutando altre ipotesi». Nessuna preoccupazione, dunque, per le ripercussioni che un'eventuale sentenza di condanna potrebbe provocare sul suo destino professionale: «Faccio l'avvocato da libero professionista, non sono interessato a ruoli istituzionali. Guardo la politica ma soltanto dall'esterno come osservatore appassionato».