15 dicembre 2018
Aggiornato 05:00

Siria: Meloni, «Fratelli d’Italia è contro ogni azione militare unilaterale»

Per la leader di Fdi «la politica estera italiana non si deve risolvere in un semplice scodinzolare sugli scenari internazionali»
La leader di Fdi, Giorgia Meloni, nell'Aula della Camera nel corso del dibattito sulla Siria, Roma 17 aprile 2018.
La leader di Fdi, Giorgia Meloni, nell'Aula della Camera nel corso del dibattito sulla Siria, Roma 17 aprile 2018. (ANSA/GIUSEPPE LAMI)

ROMA – Un vero e proprio intervento sovranista quello che ha tenuto Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia, a Montecitorio sull’informativa del presidente del Consiglio Paolo Gentiloni in merito alla questione siriana. «Se abbiamo apprezzato la scelta del governo italiano di non partecipare all’attacco in Siria, di non concedere le basi italiane per condurre quegli attacchi, abbiamo parecchie riserve sulle parole che il governo ha espresso anche in questa sede». Poi, l’attacco: «Vogliamo ribadire che l’Italia non è uno Stato vassallo, ma che è uno Stato sovrano; che l’Italia fa le sue scelte, difendendo il proprio interesse nazionale».

Troppa ambiguità nelle parole di Gentiloni
Se da una parte – secondo la Meloni – dal Governo viene detto «non partecipiamo a quell’attacco», dall’altra, è stato sostenuto che l’attacco degli Usa, Francia e Gran Bretagna in Siria era legittimo,che era la legittima risposta agli attacchi con armi chimiche da parte del regime di Bashar Al Assad, che il compito dell’Italia è quello di garantire il suo sostegno, e che quelli che invece sono contrari al sostegno a quell’attacco lo fanno perché sono amici di Putin e di Assad. «Insomma – ha puntato il dito la presidente di Fratelli d’Italia – è una ricostruzione un po’ «bambinesca», buona per i tweet, buona per la propaganda elettorale, abbastanza distante dalla serietà che si richiederebbe in un dibattito di politica estera, nel quale si parla di guerra, di missili, di crimini di guerra. Credo che valga la pena ribadire un paio di cose. Fratelli d’Italia è uno di quei movimenti che è stato contrario all’attacco in Siria, non contrario alla partecipazione italiana, contrario all’attacco. E non perché siamo amici di Putin o di Assad, noi siamo un movimento di patrioti, e in quanto tali non siamo mai stati né filo-americani, né filo-russi, non abbiamo fatto le ragazze pon pon di Trump, di Putin, della Merkel, di Macron, di nessuno». Poi, viene ribadita l’accusa di assoggettamento dell’Italia a dinamiche diplomatiche internazionali: «Mi rendo conto che è difficile da capire per i troppi che pensano che la politica estera italiana debba risolversi nello scodinzolare sugli scenari internazionali, noi in politica estera abbiamo un unico faro: e quel faro è la difesa dell’interesse nazionale italiano»

Il ricordo dei militari italiani caduti
La fedeltà all’Alleanza atlantica, secondo Fratelli d’Italia, non è in discussione: «L’Italia fa parte della Nato, è giusto che mantenga i suoi impegni internazionali. Però la partecipazione all’alleanza atlantica prevede due cose: l’impegno alla difesa collettiva, ossia l’intervento automatico in caso di aggressione di uno degli Stati membri, e la possibilità di concordare azioni ed interventi comuni per specifiche esigenze di sicurezza comune o su mandato delle Nazioni Unite. L’Italia ha sempre rispettato questi patti: in Iraq, in Afghanistan, nelle oltre 24 missioni internazionali senza ombrello Onu nelle quali vale la pena ricordare che abbiamo perso 73 soldati. Siamo sempre stati leali e con la stessa lealtà oggi però dobbiamo dirci che non rientra invece tra gli impegni connessi con l’appartenenza alla Nato l’obbligo di seguire, e neanche di condividere, azioni militari unilaterali decise da uno o più Stati membri».

«Qualcosa non torna nell’attacco in Siria»
Tutti – sottolinea Giorgia Meloni – siamo contrari all’utilizzo di armi chimiche e tutti vogliamo combattere contro l’utilizzo di armi chimiche: «C’è un problema, però: che le Nazioni unite ancora non si sono espresse su cosa sia accaduto a Douma e su chi sia stato eventualmente il responsabile. Ad oggi, noi non abbiamo certezze: abbiamo solo dubbi e contraddizioni. Lei stesso viene in quest’Aula e parla di evidenze, di fonti, di «altamente probabile». Avete citato in più di un’occasione l’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche. E allora vale la pena di ricordare che nell’attacco dell’altra notte la maggior parte dei missili è stato lanciato contro il centro di ricerca di Barza a Damasco, indicato come centro di produzione di armi chimiche. E qualcosa non torna presidente Gentiloni perché il centro di Barza è stato ispezionato due volte dagli osservatori internazionali dell’Opac. E questi osservatori hanno stilato tre rapporti, l’ultimo dei quali lo scorso 23 marzo e sa che dicono? Che nel centro di Barza non vengono prodotte le armi chimiche. Quindi? Qualcosa non torna signori. Che cos’è, una cospirazione internazionale? Dopo le scie chimiche, abbiamo le armi chimiche che vengono negate dagli operatori dell’organizzazione contro le armi chimiche?»

L’errore della Libia
Quello in corso a livello internazionale - come ha ribadito la numero uno di Fratelli d'Italia - è un processo che può mettere l’Italia in grande difficoltà: "E la mente non può che correre alla Libia, quando qualche anno fa un attacco analogo, un’altra azione militare giustificata da azioni militari ha finito per portare grandi vantaggi economici a chi aveva deciso quell’attacco e mettere poi in difficoltà chi quella decisione l’aveva subita come l’Italia, che fu privata degli accordi sull’approvvigionamento energetico con Gheddafi e che da lì, da quella scelta deve il caos sull’immigrazione irregolare e incontrollata. Per questo, è la conclusione di Giorgia Meloni, "Fratelli d’Italia nel nome dell’interesse nazionale italiano ribadisce la sua assoluta contrarietà ad ogni azione militare unilaterale in Siria anche se viene giustificata con l’idea credibile delle ragioni umanitarie e anche se viene compiuta dai nostri storici alleati".