29 marzo 2020
Aggiornato 14:00
Cronaca

«Grazie Fabrizio per tutto l’amore che ci hai donato»

Il 23 ottobre scorso fu colpito da ischemia. Stanotte Fabrizio Frizzi è morto all’ospedale Sant’Andrea di Roma, in seguito ad una emorragia cerebrale

Fabrizio Frizzi
Fabrizio Frizzi ANSA

ROMA - Fabrizio Frizzi è morto nella notte all’ospedale Sant’Andrea di Roma, in seguito ad una emorragia cerebrale. Ne ha dato l’annuncio una nota firmata dalla moglie Carlotta, dal fratello Fabio e dai familiari: «Grazie Fabrizio per tutto l’amore che ci hai donato». «Con Fabrizio se ne va un pezzo di noi, della nostra storia, del nostro quotidiano»: così la Rai commenta la notizia. Aveva appena compiuto 60 anni, lo scorso 5 febbraio. La camera ardente – ha annunciato un comunicato della Rai – sarà allestita martedì 27 marzo, nella sede di Viale Mazzini 14 dalle ore 10 alle ore 18. I funerali si terranno invece mercoledì 28 marzo alle ore 12 nella Chiesa degli Artisti a Piazza del Popolo.

Quando disse "non è ancora finita"
Il 23 ottobre scorso Frizzi venne colto da un malore, una ischemia, durante la registrazione di una puntata del programma «L’Eredità». Venne ricoverato al Policlinico Umberto I di Roma dove fu dimesso alcuni giorni dopo. Il conduttore tornò in tv a dicembre, sempre alla guida del programma di RaiUno. «Sto combattendo, non è ancora finita. Ogni tanto, com’è normale, qualche momento di sconforto può esserci», spiegava «ma l’affetto della famiglia, del pubblico e degli amici è una luce che illumina tutto. La vita è meravigliosa».

L'abbraccio social di fan e amici
Amici, colleghi, fan, semplici conoscenti. Sui social arriva subito l’omaggio. «Grazie amico mio per tutto», scrive Antonella Clerici nel condividere la foto di un abbraccio. Con Frizzi e l’amico Carlo Conti, la Clerici avrebbe dovuto condurre la nuova edizione de «I Migliori anni». «La tv perde uno dei suoi uomini migliori. Non solo un grande professionista ma una persona per bene. Coraggiosa e gentile. Mancherai tantissimo» scrive Cristina Parodi. Max Giusti aggiunge: «Voglio ricordarti col sorriso che avevi sempre anche se oggi, sono morto un po’ anche io! Ti voglio bene, Fabrizio». «Ciao Fabrizio. Ti voglio ricordare così, sorridente e molto umano» il pensiero di Eros Ramazzotti. Distrutto Leonardo Pieraccioni: «Stamani, leggendo tutti i ricordi dove lo definiscono come una Brava Persona sento davvero che non sono parole di circostanza, era assolutamente così».

Il matrimonio con Rita Dalla Chiesa e l'incontro con Carlotta Mantovan
Sposato nel 1992 con Rita Dalla Chiesa dopo 9 anni di fidanziamento, il matrimonio terminò nel 1998 quando il conduttore conobbe Graziella De Bonis, corista di 'Domenica In'. La relazione tra i due non durò, ma la rottura con Rita Dalla Chiesa divenne effettiva. Nel 2002 Frizzi e Dalla Chiesa divorziarono anche se riuscirono a mantenere sempre un buon rapporto. Nel 2001 Frizzi conobbe Carlotta Mantovan, più giovane di lui di venticinque anni. I due si incontrarono durante 'Miss Italia' in cui Carlotta si posizionò al secondo posto. Nel 2013 nacque Stella e la coppia un anno dopo si sposò. 

L'esordio in tv
L’esordio con la Tv dei ragazzi, Il barattolo nel 1980, poi Tandem e Pane e marmellata – a Scommettiamo che a Europa Europa, al preserale Luna park alla maratona benefica Telethon, fino a Miss Italia (che ha condotto per quindici anni) e I soliti ignoti. Corrado come modello, con la consacrazione sul numero 2778 di Topolino. Il 18 febbraio 2009 è stata pubblicata la storia I Bassotti e gli insoliti ignoti, dove i furfanti partecipano al quiz Soliti ignoti. Giorgio Napolitano lo ha nominato commendatore, nel 2015.

Anche commendatore, ma senza farsi pubblicità
Oltre a essere un conduttore di primo piano per l'Azienda di Corso Mazzini, aveva lavorato anche come doppiatore e come attore di fiction. Nella sua lunga carriera il conduttore si era esibito all'Arena di Verona nella 'Vedova Allegra' nel ruolo del barone Mirko Zeta. Nel 2015 Giorgio Napolitano lo aveva nominato Commendatore della Repubblica; anche in questa occasione Frizzi si era mostrato riservato, dicendo che non si aspettava la nomina. Il presentatore sotto la presidenza di Napolitano, aveva condotto per nove volte la Cerimonia ufficiale per l'apertura dell'anno scolastico. 

Parlano preside ed ex compagno di scuola
"Me lo ricordo mentre si prendeva cura dei piccoli malati di cancro, facendo anche le notti in ospedale, oppure di come dava aiuto a chi aveva più bisogno. Una persona meravigliosa». Così ha ricordato Fabrizio Frizzi il professor Angelo Celani preside dell'istituto San Giuseppe Calasanzio, storica scuola privata punto di riferimento della buona borghesia romana. "Con suo fratello Fabio mi vengono in mente con il grembiule. Lui, Fabrizio, sempre brillante, gioioso, ottimista. Era una persona elegante, capace di relazionarsi, rispettoso verso tutti». A metà degli anni '80, poco prima che Fabrizio spiccasse il volo nell'etere televisivo, si occupava dei bambini malati di cancro. "L'ho sentito ancora venerdì - ha continuato Celani - era sempre positivo. Sua figlia frequenta qui la scuola». I prossimi calasanziani saranno in ricordo di Fabrizio Frizzi. "Certamente gli dedicheremo una targa e verrà attivata una borsa di studio. Era una personalità di quelle che non si possono e non si devono dimenticare». Emilio Targia, caporedattore di Radio Radicale ed ex compagno di scuola di Frizzi, ha aggiunto: "A qualcuno magari il sorriso perenne di Fabrizio Frizzi poteva dare fastidio. Eppure non c'era nulla di strategico o studiato. Era semplicemente sorridente e basta. Aveva leggerezza e garbo, e una solarità discreta, mai fastidiosa o invadente. Rispettava gli altri, fossero colleghi o semplici concorrenti del suo programma. A qualcuno è tornato in mente Corrado, in queste ore, la stessa misura, la stessa educazione». Gli anni della scuola al Calasanzio non erano dimenticati, anche se il successo aveva abbracciato Frizzi. "Non è mai mancato alle nostre riunioni od agli incontri. Dai Padri Scolopi aveva tratto probabilmente qualcuno dei suoi valori.Ha lottato continuando a sorridere, e questo è più di un valore, è un miracolo. Meritava altro tempo, il tempo non ne sconfiggerà il ricordo".

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