20 ottobre 2018
Aggiornato 04:30

Centocelle, il Tar ferma la moschea abusiva

I giudici amministrativi del Tar hanno rigettato il ricorso di un’associazione islamica: non cambierà la destinazione d’uso di un seminterrato di circa 400 metri quadrati
Sigilli a una moschea abusiva di Roma nello scorso ottobre
Sigilli a una moschea abusiva di Roma nello scorso ottobre (ANSA/Chiara Acampora)

ROMA – L’enorme seminterrato in Via dei Frassini rimarrà laboratorio e non verrà adibito a servizi con funzione di luogo di culto: è quanto ha stabilito il Tar che rigettato il ricorso con cui l’associazione islamica aveva chiesto di annullare la determina in base alla quale, l’11 ottobre 2016, Roma Capitale aveva ingiunto di rimuovere gli interventi con cui in assenza di qualsiasi titolo abilitativo era stata cambiata la destinazione d’uso di questo locale seminterrato di circa 400 metri quadrati. Esultano gli esponenti di Fratelli d’Italia: «Finalmente arriva anche una bella notizia riguardante l’ennesima moschea abusiva che sarebbe sorta in un seminterrato».

«Il Comune faccia maggiori controlli»
La gioia per la notizia positiva che arriva dal Tar, però, non deve rimanere fine a se stessa: «Chiediamo all’amministrazione capitolina – ha dichiarato il consigliere capitolino di Fratelli d’Italia, Francesco Figliomeni – di effettuare attraverso gli organi della Polizia di Roma Capitale, dei controlli a tappeto su tutto il territorio di queste realtà sempre più presenti, per sanzionare e bloccare qualsiasi uso improprio di locali che non rispettano le norme di sicurezza, visto che molti utilizzano bombole di gas, ed igieniche perché in questi luoghi non sono presenti adeguati servizi igienici, senza tralasciare la preoccupazione dei condomini di questi palazzi che a tutte le ore del giorno e della notte sono costretti a convivere con disagi visto che, specie il venerdì, le strade della zona sono perennemente intasate da auto in doppia fila ed i marciapiedi occupati da persone che pregano».

«Stop al proliferare di luoghi di culto fai da te»
Il caso di Centocelle è emblematico: come ha osservato il capogruppo in Campidoglio di Fdi, Fabrizio Ghera, negli ultimi anni il massiccio aumento dell’immigrazione clandestina ha prodotto anche il proliferare di luoghi di culto ‘fai da te’ in gran parte in periferia. «Questo – ha dichiarato Ghera – ha comportato l’apertura di una moltitudine di strutture illegali e non riconosciute. Solo negli ultimi tempi ne sono state chiuse ben 5, di cui 3 ricadono proprio nel quadrante Tor Vergata, Casilina e Ponte di Nona. Come Fdi chiediamo che il Comune garantisca il divieto di utilizzare i locali e gli spazi concessi alle associazioni per scopi sociali ai fini del culto religioso rituale, nonché ad attivare la Polizia Locale per la verifica della presenza di scuole coraniche dedite all’indottrinamento della jihad».

Moschee in garage o cantine
In questo quadrante è molto alta la presenza di extracomunitari e nel tempo sono sorti i luoghi di culto non recensiti sorti su tutto il territorio, senza seguire il benché minimo aspetto di legalità: «Ci mancava solo una nuova moschea abusiva nel popoloso quartiere di Centocelle – hanno proseguito da Fratelli d’Italia – Spesso queste moschee sono ubicate in garage per automobili o cantine poste all’interno di condomini e questi luoghi non rivestono alcun criterio di sicurezza. Per questo da tempo stiamo monitorando su richiesta dei numerosi cittadini preoccupati per la propria sicurezza, la situazione di queste moschee abusive, come abbiamo fatto specialmente con quella di Via Giovannoli, sulla quale abbiamo presentato varie denunce oltre numerose segnalazioni agli organi preposti quali Municipio, Prefettura e Forze dell’Ordine, ma purtroppo la situazione di illegalità diffusa di questi centri di culto illeciti che non rispettano le norme basilari di sicurezza è molto estesa nei vari quartieri di Roma».