Italia | Governo

D'Alema sfodera la sua ricetta: Pd deve dialogare con M5s

Il candidato di Leu, sconfitto in Puglia, sostiene la necessità per il Pd di confrontarsi con il M5s. E su Renzi all'opposizione: non ha senso

Il candidato di Leu Massimo D'Alema
Il candidato di Leu Massimo D'Alema (ANSA/MASSIMO PERCOSSI)

ROMA - "Non so se ci siano le condizioni per fare un governo. So che il centrosinistra non può sottrarsi al confronto; ha il dovere di andare a vedere. Nel momento in cui i 5 Stelle passano dalla propaganda elettorale alla responsabilità di governo, dovranno fare una selezione delle priorità dei passi possibili. È una sfida cui io li chiamerei. Se invece tutti si alleano per impedire loro di governare, la prossima volta prendono il 50%». Lo dice Massimo D'Alema in un'intervista al Corriere della sera. "Non sono contento del risultato" di LeU, dice "ma le ragioni per cui ce ne siamo andati sono le stesse per cui in cinque anni se ne sono andati 2 milioni e mezzo di elettori. Non erano critiche di un gruppetto di rancorosi; era un esame pertinente della situazione. Avevamo ragione». E però, ammette, "pur avendo compreso i motivi del fallimento della politica del Pd, non abbiamo saputo mettere in campo una proposta che ci distinguesse. Siamo apparsi una parte di quel centrosinistra che gli elettori hanno condannato; infatti andiamo bene dove va bene anche il Pd, e andiamo male dove anche il Pd va male. Ci siamo mossi tardi".

"Mia candidatura un errore politico"
Quanto al suo fallimento personale in Puglia l'ex premier dice: "Lo riconosco: accettare la candidatura è stato un errore politico. Ma sul piano personale ho fatto quel che mi sentivo: combattere per le cose in cui credo. Ognuno deve seguire il suo demone. Io sono fatto così".

"Pd cambi linea politica"
Cosa accadrà nel Pd? "Sono fiducioso che in quel partito maturi la consapevolezza che non si tratta solo di cambiare leader, ma linea politica. La propaganda sulla crescita non ha commosso nessuno: perché l'Italia cresce meno degli altri; e perché la crescita può convivere con l'aumento delle disuguaglianze e della povertà, se non c'è un'azione politica sulla qualità sociale dello sviluppo".

Renzi come Tecoppa
D'Alema critica la linea scelta da Renzi: "Che senso di responsabilità nazionale è dire 'sto all'opposizione', quando è evidente che non c'è modo di formare un governo? All'opposizione di che? Capisco che Renzi viva una fase di smarrimento; ma la sua posizione non ha senso compiuto. Vogliamo tornare al voto con il Rosatellum? Pensano di essere così furbi da indurre i 5 stelle a fare il governo con la Lega? Mi ricordano Tecoppa: 'Fermati, che ti infilzo!'. E sull'ipotesi di un'astensione per far nascere un governo di centrodestra D'Alema osserva: "Sarebbe un suicidio. Su Salvini non ho un pregiudizio ma un giudizio: non possiamo avere nulla a che fare con un lepenista. Vorrebbe dire prendere quel che resta della sinistra italiana e consegnarla a Di Maio".

Governo del presidente? "Soluzione estrema"
D'Alema è stato il primo a parlare di governo del presidente. Tutti dentro? "Semmai tutti fuori. È una soluzione estrema: se non si trova nessuna via, il presidente della Repubblica dà l'incarico a una personalità esterna e chiede a tutti i partiti un atto di responsabilità. Può durare alcuni mesi, il tempo di fare la legge elettorale - spiega -. Certo se la fanno la Lega e i 5 Stelle le elezioni successive diventano un ballottaggio Salvini-Di Maio; noi possiamo anche non presentare le liste".

"Pd deve dialogare con M5s"
E infine ribadisce che il Pd deve parlare con i 5 stelle: "Lì c'è un pezzo del nostro mondo. Il confronto è necessario a verificare la possibilità di avere un programma comune, non demagogico ma in discontinuità con questi anni. Se non le soluzioni, la direzione di marcia dei 5 Stelle è condivisibile: ridurre le disuguaglianze, occuparsi del Mezzogiorno, colpire i privilegi: tutti, non solo quelli dei politici; ce ne sono di assai maggiori. Si tratta anche di capire se i 5 Stelle vogliono davvero governare». Dialogo, quindi. "Se Togliatti dialogò con Guglielmo Giannini, il fondatore dell'Uomo Qualunque, il centrosinistra può dialogare con Luigi Di Maio".