10 dicembre 2019
Aggiornato 01:30
Genova

Casapound, anche il responsabile provinciale indagato per tentato omicidio in concorso

Christian Corda è indagato insieme ad altri due militanti del partito. Si aspetta la perizia del medico legale sulla ferita subita dal 36enne antifascista

Parte del materiale sequestrato
Parte del materiale sequestrato ANSA

GENOVA - C'è anche il responsabile provinciale di Casapound, Christian Corda, tra gli indagati dalla Procura di Genova per l'accoltellamento ai danni di un antifascista di 36 anni, avvenuto la sera del 12 gennaio nel quartiere della Foce a Genova. Corda è indagato al momento insieme a altri due militanti di estrema destra per tentato omicidio in concorso.

LA PERQUISIZIONE - L'abitazione di Corda, insieme a quella degli altri due indagati, è stata perquisita ieri dalla Digos alla ricerca di materiale utile a chiudere le indagini sull'episodio. Gli investigatori coordinati dal sostituto procuratore Marco Zocco, hanno sequestrato 13 cellulari a altrettanti militanti di Casapound che quella sera erano presenti nella sede di via Montevideo e che avrebbero partecipato all'azione. Tra loro ci sono due ragazze di cui una minorenne e altri appartenenti al Blocco Studentesco.

I SEQUESTRI - I telefoni sequestrati saranno analizzati da un perito nominato dalla Procura allo scopo di recuperare eventuali messaggi e whatsapp cancellati. Oltre ai cellulari e altri apparecchi elettronici sono stati sequestri adesivi, capi di abbigliamento, avariati coltelli, un nunchaku, una catena con applicata ad un'estremità un moschettone e svariati spray urtucanti.

L'ASSALTO - Le indagini della Digos hanno finora consentito di ricostruire con precisione la dinamica dell'aggressione: sarebbe emerso chiaramente come non si sia trattato di una rissa o di uno scontro tra gruppi antagonisti bensì di un vero e proprio 'assalto' organizzato, da un gruppo formato dai militanti di estrema destra, ai danni di un gruppo di una decina di persone che, il 12 gennaio, stava affiggendo, a pochi passi dalla sede di Casapound, dei manifesti fortemente antifascisti. Le vittime altro non hanno fatto che fuggire dopo aver visto il gruppo neofascista inseguirli brandendo bottiglie e cinghie, durante il tentativo di fuga il 36enne è rimasto ferito da una coltellata sferrata dalla parte avversaria.

LA FERITA - Ci vorrà ancora tempo affinché il medico legale dell'Università di Pavia, Luca Tajana, depositi la perizia sulla ferita subita dall'antifascista, perizia che dovrà dire se quel fendente avrebbe o meno potuto uccidere. In caso di risposta negativa i reati verrebbero derubricati in lesioni.