15 dicembre 2018
Aggiornato 22:30

Elezioni, a Palermo è già caos: alcuni seggi in ritardo. Lega: «Robe da terzo mondo»

Alcune candidature del collegio 1 risultavano nelle schede consegnate nel collegio 2 che comprende Bagheria

Seggi aperti dalle 7 in tutta Italia, tranne che in alcune zone di Palermo.
Seggi aperti dalle 7 in tutta Italia, tranne che in alcune zone di Palermo. (ANSA / MATTEO BAZZI)

PALERMO - E' caos nei 200 seggi di Palermo a causa dell' errore che ha costretto nella notte a ristampare circa 200mila schede elettorali. All'origine dell'disguido c'è stata la definizione dei collegi da parte del Comune nomi di alcuni candidati inseriti in collegi diversi: alcune sezioni del collegio Palermo 1 sono state collocate nel collegio Palermo 2 che comprende il Comune di Bagheria. Ancora adesso, in alcuni seggi, non si sono concluse le operazioni di vidimazione delle nuove schede, e dunque si sta ritardando l'apertura dei seggi.

Il commento di Grasso
 "Mi preoccupa che a Palermo alcuni seggi siano ancora chiusi in attesa di ricevere le schede elettorali corrette. Nel giorno più importante di una democrazia, quello delle elezioni, sono ritardi ed errori inaccettabili, che spero non scoraggeranno la partecipazione dei cittadini.» Lo ha affermato in una dichiarazione il presidente del Senato uscente e leader di LeU Pietro Grasso, a seguito dell'errore nella stampa e nella consegna delle schede elettorali a Palermo in più di 200 sezioni alcuni seggi ancora non sono aperti. I cittadini vengono invitati a tornare più tardi. Il collegio è quello dove Grasso è candidato all'uninominale.

La reazione della Lega
«Quanto sta accadendo a Palermo è gravissimo. A causa di un errore del Comune sulla perimetrazione dei collegi con la consegna di plichi elettorali sbagliati, in molte sezioni, come la sezione 120 nella scuola Karol Wojtyla quartiere Monte Pellegrino, ci sono già file di persone che non possono votare, con ritardi che potrebbero protrarsi anche in un paio di ore. Tutto ciò è sconcertante. Nè la ristampa notturna voluta dalla Prefettura delle schede sta riuscendo a ovviare l'inconveniente, perché la consegna delle nuove e corrette schede sta avvenendo a un ritmo molto a rilento. Robe da terzo mondo. Il sindaco di Palermo come al solito se ne lava le mani, il Viminale deve dare subito spiegazioni. Non vorremmo che qualcuno volesse boicottare il voto del capoluogo siciliano». Lo ha affermato in una dichiarazione il deputato Alessandro Pagano, capolista alla Camera per la Lega nel collegio plurinominale di Palermo città.