20 febbraio 2020
Aggiornato 23:00
Forza Italia

Berlusconi firma nuovo patto con italiani da Vespa

Il Cavaliere a Porta a porta: «Ho un obiettivo: portare entro fine legislatura il tasso di disoccupazione sotto la media europea che oggi è 8,7 per cento»

ROMA - A diciassette anni dal «Patto con gli italiani» firmato da Silvio Berlusconi negli studi di Porta a Porta, il leader di Forza Italia ha chiesto a Bruno Vespa di rispolverare la stessa scrivania che gli portò fortuna nel 2001 («l'attrezzeria della Rai è ben fornita», ha commentato il conduttore) e ha siglato un nuovo testo dopo averlo letto a beneficio dei telespettatori. «Il mio impegno - ha detto l'ex premier - dopo la vittoria del centrodestra alle elezioni il 4 marzo, che è assolutamente sicura, io avrò come mio lavoro creare posti di lavoro. Ho un obiettivo: portare entro fine legislatura il tasso di disoccupazione sotto la media europea che oggi è 8,7 per cento». «Mi siedo con emozione a questa scrivania», ha detto Berlusconi. «Ho visto le riprese di 17 anni fa, ho visto le inquadrature, avevo meno capelli di adesso: le darò il numero del mio medico tricologo», ha aggiunto rivolto a Vespa.

Questo il mio impegno con gli italiani
«Questo è il mio impegno con gli italiani, tra Silvio Berlusconi e i cittadini italiani», ha spiegato prima di leggere il testo che aveva preparato. «Io, Silvio Berlusconi, nella mia vita ho creato da imprenditore decine di migliaia di posti di lavoro e da presidente del Consiglio un milione e mezzo di posti di lavoro». Interruzione di Vespa: «Sono cresciuti?» «Lo ha detto l'università di Siena», ha replicato l'ex premier. «Oggi - ha proseguito nella lettura del testo - il tasso di disoccupazione tocca quasi l'11 per cento, quella giovanile il 32,2 per cento, al Sud per un giovane su due il lavoro è un miraggio e un'utopia, tre milioni di giovani sfiduciati non studiano e non cercano più il lavoro». «Per questa situazione drammatica che quattro governi non eletti dal popolo non hanno saputo controllare, un uomo del fare come me sente il dovere assoluto di mettersi a disposizione del suo Paese».