16 agosto 2018
Aggiornato 11:37

Macerata, Meloni: “Corteo contro il razzismo è ridicolo”

Lo ha scritto su Facebook la leader di Fratelli d’Italia: “Salgono a cinque i nigeriani sospettati dell’omicidio di Pamela”
La leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, definisce "ridicoli" gli organizzatori del corteo contro il razzismo di Macerata
La leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, definisce "ridicoli" gli organizzatori del corteo contro il razzismo di Macerata (ANSA/ALESSANDRO DI MARCO)

ROMA – Parole dure quelle di Giorgia Meloni, candidata premier per Fratelli d’Italia, contro la manifestazione antifascista prevista per oggi. «Salgono a cinque i nigeriani sospettati dell’omicidio di Pamela, due stavano  scappando». La leader di Fdi, poi, ricorda l’orrore che ha torturato il corpo di Pamela Mastropietro, la ragazza romana fatta a pezzi e ritrovata in due trolley a Macerata: «L’autopsia racconta che è stata fatta a pezzi con cura, che è sparito il suo cuore, che il corpo è stato lavato nella candeggina».

«Siete ridicoli»
Così, Giorgia Meloni attacca gli organizzatori: «Ma oggi a Macerata il corteo lo fanno contro il razzismo, non contro gli spacciatori nigeriani. Siete ridicoli». La manifestazione è prevista oggi, alle 14,30: dai giardini Diaz di Macerata partirà la manifestazione contro razzismo e fascismo. Sono attese migliaia di persone da tutta Italia. Le scuole sono chiuse e i trasporti pubblici saranno interrotti a partire dalle 13,30. Altre manifestazioni si terranno in altre città italiane.

Alta tensione a Macerata
Nel frattempo, però, nella città delle Marche si respira un’aria pesante: il provvedimento del sindaco riguardante la chiusura degli istituti ne è un segnale. A rendere più alta la tensione ci sono poi gli sviluppi dell'inchiesta sulla morte di Pamela: un nigeriano è stato bloccato a Milano mentre stava andando in Svizzera, e un connazionale – forse una donna – rintracciato a Macerata. I due sono stati interrogati dai Carabinieri fino alla tarda sera di ieri. I nuovi sospettati, non in stato di fermo, sono sotto torchio nell'ambito dell'indagine sulla morte di Pamela che vede già indagati per omicidio, vilipendio e occultamento di cadavere due pusher nigeriani: Innocent Oseghale, arrestato, che abitava nella casa di via Spalato dov'è morta Pamela, per overdose o uccisa, e Desmond Lucky, tuttora in libertà, chiamato in causa da Oseghale come fornitore di una dose di eroina alla 18enne.

Ombre sulla morte
Le indagini delle ultime ore provano a fare chiarezza sulla morte della ragazza romana. A risalire ai due nigeriani posti in stato di fermo sono stati gli accertamenti sul cadavere. La seconda autopsia eseguita  da un pool di medici legali dell'Università di Macerata, non ha chiarito le cause del decesso ma ha riscontrato varie lesioni sul corpo (alla testa e all'altezza del fegato). Rimane da chiarire, dunque, se le ferite sono state inferte prima o dopo la morte. Altri dubbi permangono sul sezionamento «scientifico» del cadavere per la cui esecuzione sarebbero servite molte ore per farlo, oltre alla mano di persone esperte.