17 agosto 2018
Aggiornato 11:30

Piano freddo: primo Municipio e privati in aiuto ai senza tetto

Il "piano freddo" del Primo Municipio che garantisce a 25 senzatetto un posto letto ogni notte: l'iniziativa durerà fino a primavera
I giacigli di clochard e di senza fissa dimora in via Pfiffer a Roma, 31 agosto 2017
I giacigli di clochard e di senza fissa dimora in via Pfiffer a Roma, 31 agosto 2017 (ANSA/CLAUDIO PERI)

ROMA - Un punto di partenza per dare una casa a chi dorme per strada ma anche un'importante occasione per il loro reinserimento nella società: questi gli obiettivi del "piano freddo" del Primo Municipio che garantisce a 25 clochard un posto letto ogni notte, a partire dalle ore 18.00. Il palazzo, in Via Dandolo 63 a Trastevere, fa parte del patrimonio dell'Ipab ed è entrato nel Fondo Sant'Alessio gestito da Sorgente Sgr. Oltre a un caldo rifugio per la notte, che comprende anche cena e colazione, viene offerta una preziosa opportunità ai senza fissa dimora: grazie all'impegno di tanti volontari si tenta un percorso di inclusione con servizi di assistenza sanitaria, sociale, psicologica, legale, orientamento al lavoro, patronato.

Iniziativa di I municipio e Croce Rossa
L'iniziativa, che durerà fino a primavera, è voluta dalla presidente del Municipio I di Roma, Sabrina Alfonsi, e coinvolge anche i volontari della Croce Rossa di Roma e delle Acli di Roma. Proprio Sabrina Alfonsi ieri sera ha visitato il centro accoglienza insieme ad Emiliano Monteverde, assessore alle Politiche Sociali del Primo Municipio, Lidia Borzì, presidente delle Acli di Roma e provincia, Debora Diodati, presidente della Croce Rossa di Roma, Amedeo Piva, presidente dell'Ipab Sant'Alessio, Valter Mainetti, presidente e azionista di riferimento di Sorgente Group, Giovanni Cerrone, direttore generale di Sorgente Sgr. Era presente anche Monsignor Gianrico Ruzza, vescovo ausiliare del settore Roma Centro e segretario generale del Vicariato, che ha così commentato: "mettendo in rete energie e la buona volontà di tutti coloro che credono nell'accoglienza si possono realizzare opere semplici ma efficaci con la speranza che non finisca tutto con il freddo ma si possa dare continuità, per dare speranza a persone che rischiano di restare nell'indifferenza, la malattia più brutta che possa esserci secondo Papa Francesco".

Coinvolti i privati
"L'impegno nel sociale svolge un ruolo determinante nel Gruppo Sorgente, che tra le altre attività, gestisce e valorizza grandi patrimoni immobiliari - ha aggiunto Valter Mainetti - ed essere accanto all'Ipab in operazioni di questo genere, è per noi una precisa scelta di responsabilità sociale». "Il modello messo in campo ha consentito l'anno scorso di aiutare 16 persone senza fissa dimora con un piccolo alloggio o lavoretti - ha spiegato Alfonsi. - Il Comune ha messo in campo risorse economiche, Ipab ha messo a disposizione l'appartamento in accordo con Sorgente Sgr, le Acli e la Croce Rossa un servizio di accoglienza sociale e sanitaria. In questa fase di risorse limitate, il Comune potrebbe cercare spazi simili a questo e realizzare sinergie con i servizi sociali e le associazioni".

Il ruolo delle Acli
Ha aggiunto Debora Diodati, presidente della Croce Rossa di Roma: "Ci vorrebbero più centri simili per ampliare il numero delle persone assistite e serve poi una pianificazione da attuare non in emergenza, come invece avviene ogni inverno. Magari si potrebbero usare le ex scuole o le ex caserme abbandonate per creare centri come questo». "Noi - ha aggiunto Lidia Borzì, presidente delle Acli di Roma e provincia - lavoriamo mettendo in campo l'esigibilità dei diritti e un'inclusione attiva per le persone. Abbiamo creato questo ambiente molto dignitoso e mettiamo a disposizione psicologi, percorsi formativi ed esperti per capire se queste persone hanno magari maturato dei diritti, come ad esempio la pensione".