1 ottobre 2020
Aggiornato 16:30
Smog

Roma, Legambiente e Greenpeace contro Montanari sulla qualità dell'aria

"Roma tra le migliori grandi città italiane per qualità dell'aria" aveva scritto l'assessore su Facebook. Poi la reazione delle associazioni ambientaliste

ROMA«Nell'elenco delle 39 peggiori città italiane per aria inquinata elaborato da Legambiente per lo scorso anno non c'è Roma »: prima il post su Facebook dell’assessore alla Sostenibilità Ambientale di Roma Capitale Pinuccia Montanari, poi la condivisione da parte della sindaca Virginia Raggi. Infine la stoccata da parte di Legambiente e Greenpeace che hanno fatto notare come in realtà ci sia ben poco da festeggiare. «A novembre – è il commento al post dell’assessore da parte di Greenpeace – dopo un primo incontro atteso per 6 mesi, l'assessora Montanari ci aveva promesso un tavolo di confronto con il suo assessorato e quello ai Trasporti. Ecco: noi staremmo ancora aspettando».

I dati sbandierati
«Roma è tra le migliori grandi città italiane per qualità dell'aria» aveva annunciato trionfalmente l’assessore Montanari mentre ieri era a Parigi ad illustrare i piani dell'Amministrazione Capitolina «per fare di Roma una città sostenibile, inclusiva e resiliente». Nel 2017 – ha spiegato – sono stati certificati dalle stazioni di monitoraggio 26 sforamenti dei limiti imposti dalla legge alle polveri sottili, ben al di sotto dei 35 permessi dalla normativa. Nell'elenco delle 39 peggiori città italiane per aria inquinata elaborato da Legambiente per lo scorso anno non c'è Roma. E anche nella classifica diramata oggi da Greenpeace, Roma presenta i dati migliori rispetto alle altre grandi città italiane per l'inquinamento da biossido di azoto (NO2) prodotto principalmente dai veicoli diesel.

La risposta di Greenpeace
«Se nell'immediato i risultati sono migliori della media italiana – spiega l'Assessora alla Sostenibilità Ambientale di Roma Capitale Pinuccia Montanari – la nostra visione per il futuro della città prevede una drastica riduzione di emissioni dannose sia per la salute umana che per il clima». Neanche il tempo di esultare, anche grazie alla condivisione del post sul social network grazie alla prima cittadina Raggi, che arriva il ridimensionamento da parte di due delle più importanti associazioni ambientaliste. «Se si considerano gli ultimi 5 anni di rilevamenti ARPA (dati ufficiali), Roma – fa notare Greenpeace – mostra il secondo valore assoluto di concentrazione di biossido di azoto (51,5 µg/m3) tra le grandi città, appena inferiore a quello di Torino (51,8 µg/m3) e, in ogni caso, di molto superiore ai limiti di legge di 40 µg/m3. Con una differenza tra Torino e Roma: che nella capitale vivono il triplo delle persone residenti nel capoluogo piemontese».

La replica di Legambiente
Altro che meriti dell’amministrazione Raggi: la diminuzione di inquinamento atmosferico registrata nella Capitale si deve al meteo: «A Roma, nel 2017, non sono stati superati i 35 giorni di smog oltre i limiti, in virtù di un autunno particolarmente piovoso e ventoso e non certo per politiche di abbattimento delle emissioni che non abbiamo visto» ha fatto notare Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio. Nel mirino di Scacchi, poi, è finito anche il blocco dei diesel euro 2 del Comune, definito «ridicolo visto che ferma autovetture di 20 anni e non c'è alcun provvedimento amministrativo concreto a freno dello smog». Inoltre «non si stanno ampliando le Ztl e il rilancio di trasporto pubblico e ciclabilità sono evidentemente fermi al palo. Oggi, dopo 6 giorni di smog, si continuano a far fermare solo i vecchi diesel, senza considerare stop più determinati ai veicolari privati; si dovrebbe invece prevedere il blocco totale dei diesel, il potenziamento immediato delle preferenziali protette, e tutto quanto è possibile per eliminare autovetture private a vantaggio della salute delle persone». Nel dettaglio, a Roma, da inizio 2018, la centralina di Preneste ha registrato 7 superamenti, 6 quelle di Cinecittà e Tiburtina, 5 a Magna Grecia e 4 a Fermi e Bufalotta.