27 luglio 2021
Aggiornato 07:00
Sanità e società

Anziani, non autosufficienti e malati gravi: l'Emilia Romagna propone l'housing sociale

Il progetto vuole garantire autonomia, coesione sociale e qualità della vita per le fasce più deboli della popolazione

BOLOGNA – Ci sono fasce della popolazione che ogni giorno devono affrontare numerosi problemi. Sono le persone anziane, quelle gravemente malate, i non autosufficienti e, di riflesso, anche le loro famiglie. Per venire incontro a queste persone, la Regione Emilia-Romagna propone il cosiddetto Housing Sociale. Ossia la coabitazione, con in più l'abbattimento delle barriere architettoniche e progetti sperimentali di convivenza. L’obiettivo del progetto è quello di garantire autonomia, coesione sociale e buona qualità della vita alle fasce più deboli della popolazione.

Una sfida
«La sfida della non autosufficienza – spiega Elisabetta Gualmini, vicepresidente della Regione Emilia-Romagna con delega a Welfare e Politiche abitative – sta diventando sempre più centrale in ogni agenda pubblica per due grandi motivi: l’invecchiamento demografico esponenziale e lo sgretolamento delle reti familiari. Bisogna cominciare a ragionare in termini di domiciliarità permanente anche in caso di non autosufficienza, per allontanare sempre di più la sanitarizzazione spinta. Occorre promuovere le condizioni per lanciare un piano regionale delle fragilità per i prossimi anni».

I numeri dell'assistenza
Nel 2016 in Emilia-Romagna sono stati più di 15mila gli anziani assistiti a domicilio e quasi 9mila quelli che hanno ricevuto l’assegno di cura. Ma la solitudine è sempre in agguato, ed è un problema sanitario oltre che sociale. Per questo oggi è promossa la coabitazione quale antidoto. Si tratta di un nuovo modello di abitare al fine di garantire assistenza, dignità e autonomia agli ammalati gravi e anziani non autosufficienti in alternativa al ricovero in strutture protette. L'idea è quella di ragionare «in termini di domiciliarità permanente, anche in caso di non autosufficienza», per continuare a vivere in casa propria, anche quando la malattia lo rende difficile.

Finanziamenti sostanziosi
La Regione Emilia-Romagna rende noto che i finanziamenti complessivi superano i 500 milioni di euro. Questo sommando le risorse assegnate del FRNA e dei Fondi nazionali, che per il 2017 comprendono anche risorse per interventi e servizi provenienti dalla legge del 'Dopo di noi' (legge 112/2016), oltre 6 milioni di euro, nonché i risparmi degli anni precedenti (26,700 milioni dal FRNA e 4,5 milioni dai fondi nazionali). Inoltre, nel 2017 sono stati stanziati 2 milioni di euro per eliminare gli ostacoli e adattare l’ambiente domestico alle esigenze delle persone con disabilità, intervenendo negli appartamenti e negli spazi comuni di edifici privati.
In totale, rende ancora noto la Regione, sulla base di uno specifico bando approvato dalla Giunta saranno 633 in tutta l’Emilia-Romagna le famiglie che beneficeranno dei contributi a fondo perduto: 491 richieste riguardano persone con invalidità totale, mentre 142 quelle con invalidità parziale.