Italia | Governo Gentiloni

Gentiloni, il discorso di fine anno e l'assist a Renzi: «La credibilità guadagnata è tutta del Pd»

Il presidente del Consiglio è intervenuto nella tradizionale conferenza stampa di fine anno

Il premier Paolo Gentiloni
Il premier Paolo Gentiloni (ANSA/GIUSEPPE LAMI)

ROMA - Paolo Gentiloni, forse, spera in un bis. Rivendica i risultati raggiunti dalla «sinistra di governo», che «in Italia c'è», e assicura che anche a Camere sciolte l'esecutivo non «tirerà i remi in barca», non andrà «in pausa» ma piuttosto «governerà». Il premier stamani, prima di salire al Colle per l'incontro con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha risposto per due ore alle domande dei giornalisti nella tradizionale conferenza stampa di fine anno, tracciando il bilancio della sua esperienza a Palazzo Chigi, ma anche dei due precedenti esecutivi a guida Pd: quello di Enrico Letta prima e Matteo Renzi poi. Ma ha anche parlato del suo futuro nei prossimi mesi, come premier ed esponente Dem.

La conferenza stampa di fine Legislatura
Gentiloni si è detto innanzitutto soddisfatto per aver raggiunto l'obiettivo di arrivare alla «conclusione ordinata della legislatura» perchè «sarebbe stato grave e devastante arrivare a interruzioni traumatiche ed esercizi provvisori». Anche per questo, in un momento in cui l'economia sta «riprendendo fiato», non è il momento di mettersi «in pausa» o «tirare i remi in barca». E dunque «nei limiti fissati dalla Costituzione, dalle leggi e dalla prassi il governo governerà». Quella che può apparire quasi una banalità (e Gentiloni autoironizza affermando che «ho detto una frase storica») in realtà è un punto politico importante, perchè non essendo dimissionario il governo agirà sì per gli affari correnti, ma con un profilo politico intatto. E del resto, ha notato, «la Costituzione parla chiaro: i governi durano finchè non vengono sostituiti da un altro governo».

Gentiloni: Sogno altre panchine
Il premier ha schivato abilmente le domande su un possibile Gentiloni bis nella prossima legislatura, magari di larghe intese. «Mi auguro che il rischio di instabilità che vedo benissimo venga governato» e che «il Pd abbia un buon risultato e che questo faciliti la costruzione di un governo domani", si è limitato a dire il presidente del Consiglio, che parteciperà alla campagna elettorale, pur nel rispetto del suo ruolo. Però, non si vede come destinato alla «riserva della Repubblica» perchè «io sognerei altre panchine», ha detto con una battuta. Comunque sia, Gentiloni ha rivendicato i risultati raggiunti a dimostrazione che «in Italia c'è una sinistra di governo a disposizione del Paese», rimarcando che la «credibilità» guadagnata è un «patrimonio del Pd» che deve apparire come «una forza tranquilla di governo».

I risultati ottenuti e gli obiettivi mancati
I risultati, dunque. Secondo il premier è stata una legislatura «travagliata» ma «fruttuosa", nella quale «l'Italia si è rimessa in moto dopo la più grave crisi del dopoguerra» e «il merito principale è delle famiglie e delle imprese italiane». Però grazie anche all'azione di un esecutivo che «non ha tirato a campare» oggi «la crescita ha preso un buon ritmo» e se «siamo indietro rispetto alla media dell'Eurozona, il fanalino di coda non siamo più noi». Gentiloni, però, dimentica di dire che - invece  - dagli investitori internazionali l'Italia è percepita oggi come il paese più rischioso d'Europa e che il tasso di crescita del Pil italiano è molto lontano dalla media comunitaria. In campo economico, il premier ha voluto anche affermare la «bontà» del reddito di inclusione; ma a questo proposito vale la pena ricordare che oltre il 60% dei poveri resterà escluso dal provvedimento.

Un Gentiloni bis all'orizzonte?
Per il premier c'è rammarico per non aver approvato lo Ius soli, ma «pur avendoci lavorato alcuni mesi la verità è che non siamo riusciti a mettere insieme i numeri sufficienti per approvare la legge». Sui migranti l'Italia ha tuttavia dimostrato che è possibile avere «capacità di accoglienza» e allo stesso tempo «infliggere colpi durissimi ai trafficanti di esseri umani", suscitando anche l'apprezzamento dell'Europa. Proprio in ambito continentale, ha detto ancora, nel 2017 ci sono stati «mesi di successi e impegni che mi auguro che il 2018 possa confermare». Adesso iniziano due mesi di campagna elettorale, dal risultato quanto mai incerto. Gentiloni è salito al Colle forte di alcuni risultati positivi e di un apprezzamento molto alto nei sondaggi, cosa che fa ipotizzare a molti un suo bis. Per il momento resta a Palazzo Chigi, poi si vedrà. «La legge elettorale - ha ricordato - prevede l'indicazione del leader di partito, quindi ci sono pochi dubbi su questo... Vedremo i risultati elettorali, in base a questi si lavorerà per fare un governo: mi auguro che il Pd abbia la forza per essere la forza fondamentale. Per il momento c'è un premier, che sono io, che assicura l'attività del governo».