19 luglio 2019
Aggiornato 04:00
Ius soli

Ius soli, nulla di fatto: manca il numero legale al Senato

Il provvedimento sullo ius soli non è stato affrontato dall’aula del Senato che, di fatto, ha rinviato tutto alla prossima legislatura

Roberto Calderoli in Aula
Roberto Calderoli in Aula ANSA

ROMA - Il provvedimento sullo ius soli non è stato affrontato oggi dall’aula del Senato che, di fatto, ha rinviato alla prossima legislatura la scelta sulla sorte del ddl per la cittadinanza. Dopo l’approvazione della manovra il presidente Pietro Grasso ha messo in discussione il disegno di legge sulla cittadinanza, a cominciare dalle pregiudiziali. Ma il senatore della Lega Roberto Calderoli ha chiesto la verifica del numero legale prima di proseguire. Verifica che ha dato esito negativo. Non essendoci quindi il numero legale per proseguire i lavori – e vista, come detto dallo stesso Grasso, la difficile colmabilità dello scarto fra senatori presenti e senatori assenti – il presidente ha fissato la prossima seduta per martedì 9 gennaio alle 17, con all’ordine del giorno «comunicazioni del presidente». Quando, molto probabilmente, il capo dello Stato avrà già sciolto le Camere in vista delle elezioni.

Calderoli: "Tutto merito mio"
"Sulla mia pregiudiziale di costituzionalità sullo ius soli" ha detto Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato, "e sulla mia richiesta di verifica del numero legale, nell'aula del Senato è mancato il numero legale e lo ius soli, come avevo già annunciato ieri, è definitamente naufragato. Colpito e affondato. Morto e sepolto. Per me è una grande vittoria, perchè sono stato io in questi due anni e mezzo, con le mie decine di migliaia di emendamenti, a bloccare in commissione e poi in Aula questa assurda e inutile proposta di legge che serviva solo a regalare un milione di nuovi voti al Pd. E ora tutti quelli che a sinistra fingevano di digiunare per lo ius soli, saltando il pranzo ma non la cena, possono anche tornare a mangiare, anche se temo che il panettone stavolta gli andrà di traverso".

Unicef: "Atteggiamento inaccettabile"
Doveva essere un gesto di civiltà come qualcuno ha detto tempo fa invece si chiude nel modo più incivile possibile, lo ius soli non verrà approvato, basta ipocrisie elettorali». Lo dichiara Andrea Iacomini, portavoce dell'Unicef Italia. "È un atteggiamento davvero inaccettabile - ha aggiunto - quando si tratta di bambini e ragazzi. L'Italia ha violato l'art.2 della Convenzione sui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza in materia di non discriminazione, è un dato di fatto malgrado le continue raccomandazioni dei Comitati Onu». "In tanti però - osserva il portavoce di Unicef Italia - si sono spesi per questa causa. Esiste una buona Italia che come sempre sopperirà alle assurdità dei calcoli elettorali. Saranno quei cittadini della società civile e delle associazioni che continueranno a lavorare seriamente ogni giorno per arginare i danni di questo ennesimo scempio parlamentare e faranno capire a questi 800mila minori quanto essi contino per gli adulti responsabili del Paese. È una brutta pagina della nostra storia repubblicana quella che si consumerà allo sciogliersi delle Camere dopo natale che sul tema della cittadinanza si ripete tristemente oramai da dieci anni. Siamo indignati".