25 febbraio 2020
Aggiornato 14:00
Banca Etruria

Banche, Renzi non molla e rilancia: Boschi sarà candidata (se i cittadini lo vorranno)

La difesa del segretario democratico ai microfoni di Tgcom 24 parlando del caso Banca Etruria

Il segretario del Partito Democratico Matteo Renzi durante la trasmissione televisiva di La7 "Piazzapulita" condotta da Corrado Formigli
Il segretario del Partito Democratico Matteo Renzi durante la trasmissione televisiva di La7 "Piazzapulita" condotta da Corrado Formigli ANSA

ROMA - Renzi non molla e anzi rilancia: «Un politico si fa giudicare dai cittadini: saranno le elezioni a giudicare se qualsiasi politico, non solo Maria Elena Boschi, debba essere riportato in Parlamento o no. Questa è una discussione che per noi non esiste». Lo ha detto il segretario del Pd, Matteo Renzi, a Tgcom24 parlando del caso di Banca Etruria e di un eventuale passo indietro della sottosegretaria alla presidenza del Consiglio. «Condivido le parole della Boschi sulla stampa: credo – ha osservato il leader dem – che chi ci segue da casa può avere il giudizio che vuole su questa storia ma parliamoci chiaramente. Pensiamo davvero che tutta la questione bancaria italiana sia risolta sulla base di incontri legittimi non perché lo dice Boschi ma perché lo dice chi ha partecipato a quegli incontri?». Il Pd decide le candidature a gennaio, ha concluso Renzi : "Andremo sul territorio a vedere cosa pensano i cittadini».

"Il conto lo pagano le famiglie"
Tutte questa storia - spiega ancora Renzi - sembra la commissione d'inchiesta su una singola banca. Peraltro è una vicenda "priva di ricadute penali ma mi sta a cuore dire che è giusto fare chiarezza». Il conto di "questa roba qui" lo pagano le famiglie, gli artigiani, le partite Iva. Quindi bisogna fare chiarezza perché chi "ha sbagliato paghi davvero e suona surreale che la colpa sia di una piccola banca di provincia». "Non penso che le banche - ha sottolineato Renzi - siano il principale problema del paese ma dal 2011 al 2016 l'Italia ha bruciato 44 miliardi di euro. La colpa sarà di chi ha rubato che deve essere giudicato nei tribunali, sarà colpa dei politici che non hanno capito quando intervenire, colpa degli organi di vigilanza». Se hai bruciato 44 miliardi chi paga il conto? chiede il segretario dem. "Artigiani e piccoli imprenditori che non hanno più accesso al credito e le famiglie in difficoltà. Una politica seria ha il coraggio di togliere la polvere dal tappeto. Ogni dieci ore di audizioni in Commissione, c'erano dieci minuti in cui si parlava dell'agenda di un ministro, dei problemi di una singola banca, si guardava il dito invece che la luna, ma è normale polemica politica".

Boschi: "Dò disponibilità"
In merito a una sua ricandidatura, la diretta interessata, in una intervista alla Stampa, ha detto a sua volta: «Io non ho un problema personale. A me pare evidente quanto sia meschina la strumentalizzazione di queste ore. Se chiedono a me, io darò la disponibilità a correre in qualsiasi collegio con l’entusiasmo e la forza di chi non ha niente da temere. Perché la verità e più forte delle strumentalizzazioni. La decisione però spetta al Pd e ai cittadini: io nel frattempo lavoro e vado avanti».

"Non una pressione ma una informazione"
"Non sono stata io a chiedere di acquisire. Io mi sono informata sul se, non ho chiesto di. É una informazione, non una pressione. C'è una differenza abissale" ribadisce la sottosegretaria Boschi. "Io - prosegue - non mi lamento, io prendo atto. Ci sono stati scandali, perdite bancarie per almeno 44 miliardi di euro, vergognose mistificazioni e di che cosa parlano gli addetti ai lavori? Solo della mia agenda e dei miei appuntamenti che sono, peraltro, del tutto legittimi e doverosi. Penso che il Pd abbia fatto benissimo a chiedere la Commissione di inchiesta non per vendicarsi, anche perché non si capirebbe di cosa, ma per mettere in evidenza i nodi che impediscono alla vigilanza di funzionare bene. Noi siamo quelli della trasparenza, sempre. Qualcuno ha trasformato il racconto di questa Commissione in una caccia all'uomo, anzi alla donna. Ma ognuno è responsabile di ciò che fa: il Pd fa bene a insistere per fare chiarezza".

"Vi sembra davvero una notizia?"
"I miei contatti con queste persone - sottolinea Boschi - sono talmente segreti da essere o nei palazzi istituzionali o in sedi pubbliche. Vegas, Visco e Ghizzoni dicono che il mio comportamento è stato corretto e normale. Ma davvero vi sembra una notizia che un ministro incontri il capo della Consob o un alto dirigente di Banca d'Italia o un amministratore delegato? Per di più una persona che è suo malgrado spesso seguita da fotografi. Il tentativo è quello di trovare un ottimo capro espiatorio per non discutere delle vere vicende che hanno riguardato il sistema bancario italiano. Io non mi faccio utilizzare come foglia di fico per coprire chi ha sbagliato in questi anni. Da mesi sembra che Banca Etruria sia l'unica priorità per questo Paese. A me dispiace solo che quella storia non sia stata salvata, il resto appartiene al chiacchiericcio. La mia famiglia è presa di mira da due anni, ma non abbiamo mai chiesto alcun trattamento di favore. Dura lex, sed lex. A differenza di chi è colpevole e non paga mai".