8 marzo 2021
Aggiornato 06:30
Sicurezza

Salvini contro Saviano e papà Boschi: «Toglierei loro la scorta perché non la meritano»

Il leader della Lega è intervenuto in diretta radiofonica a Rai Radio1 per parlare (anche) di sicurezza

ROMA - Per il segretario del Carroccio la sicurezza è una priorità e uno dei suoi cavalli di battaglia. Ma Matteo Salvini toglierebbe volentieri la scorta allo scrittore Roberto Saviano e al papà della sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi. La lascerebbe, invece, al Senatur Umberto Bossi, come lui stesso ha dichiarato in diretta radiofonica a 'Un giorno da pecora'  su Rai Radio1. «Umberto Bossi ha ancora la scorta? E' il ministero dell'Interno che decide queste cose, non essendo ancora premier non dipende da me chi ha e chi non ha la scorta» ha risposto il leader della Lega ad una domanda dell'altro ospite, Gianluigi Nuzzi, in studio coi conduttori Geppi Cucciari e Giorgio Lauro. Fosse per lei toglierebbe la scorta a Bossi? «No, io la toglierei a Saviano, perché è assolutamente immotivata». Cioè «lei toglierebbe la scorta a Roberto Saviano e non ad Umberto Bossi?», chiedono ancora i conduttori.

Salvini contro Saviano e papà Boschi
«A parte che gli accompagnatori di Bossi li paghiamo noi della Lega, non so se ha ancora la scorta. Ci sono - ha proseguito Salvini a Rai Radio1 - 2500 personalità sotto scorta in Italia di cui più della metà magistrati, molti dei quali la meritano, altri assolutamente no».Quanti ne taglierebbe se dipendesse da lei? «Non faccio numeri ma dico che in Gran Bretagna e Francia ne hanno un centesimo - ha spiegato a Rai Radio1 Salvini - quindi sicuramente c'è da tagliare. L'altra sera ho visto un servizio su decine di poliziotti e carabinieri che vigilano sulla tranquillità della villa del papà della Boschi. Tutti i papà meritano una vita tranquilla, ma mi domanda che senso abbia e quanto costi questa vigilanza». Quindi lei gliela toglierebbe? «Si», ha risposto Salvini senza indugio alcuno.

La battaglia della Lega per la sicurezza di Milano
Intanto la Lega sta portando avanti una battaglia per «riportare sicurezza e dignità in tutti i quartieri di Milano, partendo da San Siro in cui serve da subito un potenziamento delle misure di sicurezza con un presidio fisso dell'esercito 24 ore su 24 in piazza Selinunte e una vera politica di lotta e contrasto agli occupanti abusivi». Lo ha annunciato il commissario provinciale della Lega e vicepresidente del Consiglio regionale Fabrizio Cecchetti, che ha partecipato ad un presidio del Carroccio oggi in piazza Selinunte a Milano. «San Siro è diventato un quartiere ostaggio di spacciatori, delinquenti e occupazioni abusive - ha affermato Cecchetti - basti pensare che gli alloggi Aler occupati a San Siro sono più di 900 e ciò comporta gravi problemi di sicurezza in tutta la zona. La Lega - ha concluso - ha chiesto più volte al prefetto azioni forti per sgomberare gli abusivi ma ad oggi nulla è cambiato, mentre il comune su questo tema è totalmente assente: il sindaco Sala e l'assessore alla sicurezza Rozza hanno infatti totalmente abbandonato i cittadini per bene che vivono nei quartieri più difficili e tacciono di fronte alle occupazioni abusive».