22 febbraio 2020
Aggiornato 21:00
Elezioni

Salvini sfida Renzi, indica le prime mosse del «suo» governo e lancia un monito al centrodestra

Da piazza Santissimi Apostoli a Roma per la manifestazione contro lo ius soli, il leader della Lega lancia la sfida al segretario Pd

Il leader della Lega Matteo Salvini durante la manifestazione contro lo ius soli in piazza Santissimi Apostoli, Roma
Il leader della Lega Matteo Salvini durante la manifestazione contro lo ius soli in piazza Santissimi Apostoli, Roma ANSA

ROMA - Il leader della Lega Matteo Salvini lancia la sfida al segretario del Pd. "Mi candiderò nei collegi dove si presenta Matteo Renzi, la vita vera contro le bugie", ha annunciato Salvini dal palco della manifestazione a Roma contro lo ius soli, indicando quali saranno i primi interventi del "governo Salvini». Le priorità riforma fiscale per abolire studi di settore, redditometri e spesometri, cancellazione della Fornero e introduzione del salario minimo "perché 3 euro l'ora è schiavismo e caporalato». Salvini manda un messaggio anche alle forze del centrodestra. "Al centrodestra chiedo idee chiare su cosa fare non sui collegi elettorali. Patti chiari amicizia lunga per non litigare dopo. Centrodestra non può essere l'arca di Noè che raccoglie chiunque per dargli un seggio in parlamento. Dobbiamo avere l'ambizione non di governare ma quella di cambiare il paese".

Su ius soli e Ue
Il leader della Lega poi parla di ius soli. "Grazie alla Lega e alla gente la legge non si farà. La cittadinanza è una cosa importante non può essere una mancia elettorale». "Per me gli italiani non sono quelli con la pelle bianca ma anche gli immigrati regolari che lavorano e portano un contributo alla nostra società». Poi l'Europa e l'euro. "Quando siamo entrati nell'euro il debito pubblico era a 1.300 miliardi e oggi a 2.200 miliardi nonostante i tagli alla sanità, alla scuola, ai comuni e la legge Fornero». Anche sull'Europa Salvini chiederà agli alleati di definire una posizione chiara. "Chiederò agli alleati un patto di orgoglio e dignità. A Bruxelles non si va con il cappello in mano ma per fare gli interessi di 60 milioni di italiani. O stiamo con pari dignità o meglio soli che male accompagnati".

"Dobbiamo cambiare il Paese"
Salvini termina l'intervento a Piazza S.S. Apostoli sostenendo che "se non siamo capaci di battere Renzi e Di Maio allora è meglio cambiare mestiere». Quindi un nuovo appello al centrodestra che ha "il dovere di essere serio e chiaro. Non deve commettere di nuovo gli errori del passato. Dobbiamo decidere chi siamo, dove cominciamo e dove finiamo con l'ambizione di cambiare il paese".

La risposta di Renzi
Matteo Renzi raccoglie la sfida di Matteo Salvini e, su Twitter, spiega che la sfida nei collegi elettorali permetterà ai cittadini di scegliere. "Matteo Salvini - scrive il leader Pd - ha deciso che si candiderà nel collegio dove mi candiderò io. Grazie! Considero questa scelta utile per chiarire come il nostro centrosinistra e il loro centrodestra hanno due visioni diverse dell'Italia. E dell'Europa. Ai cittadini il compito di scegliere. Avanti".

Storace: "Voto Salvini a prescindere, suo discorso eccellente"
Il discorso di Matteo Salvini di questa mattina è stato "eccellente", secondo Francesco Storace. "Matteo Salvini oggi ha fatto un discorso davvero eccellente. Uno così la premiership la conquista anche senza promettere collegi agli astanti». "Su pensioni ed Europa - dice Storace - i passaggi più belli nella logica di volere un'Italia governata da chi ha il pregio della chiarezza di fronte agli elettori. Ad esempio, nell'ambito del centrodestra, mi riuscirebbe difficile fare altro tipo di scelte, dal cavaliere di ritorno Berlusconi alla stessa Meloni (e non per antipatia, ma tra referendum autonomisti di oggi e legge Fornero di ieri ne ha combinate assai per poter giurare sulla sua affidabilità di governo)». Aggiunge Storace: "Invece voto Salvini a prescindere da un collegio. Che se ci fosse, certo che rappresenterei con onore. Ma la mia aspirazione, piuttosto, è veder cambiare questo nostro Paese distrutto da troppi chiacchieroni e da politici da operetta, che antepongono sempre i loro apparati al bene comune. E applaudirei a prescindere da chi sta in Parlamento. Siamo un'altra cosa, mettetevelo tutti in testa".