8 aprile 2020
Aggiornato 16:30
M5s

Di Maio a Washington: «Siamo stati demonizzati, vi spiego chi siamo davvero»

Il candidato premier del Movimento 5 stelle, Luigi Di Maio, è volato in terra nordamericana per farsi conoscere dagli Stati Uniti d'America in vista delle imminenti elezioni nazionali

Il candidato premier del Movimento 5 stelle a Washington
Il candidato premier del Movimento 5 stelle a Washington ANSA

WASHINGTON – Il candidato premier del Movimento 5 stelle, Luigi Di Maio, è volato in terra nordamericana per provare a sconfiggere di persona quella che non ha esitato a definire la «demonizzazione» del primo partito d'Italia. «Sto girando in diverse parti sia di Italia che del mondo per far conoscere questa realtà politica e devo dire che sta funzionando, perché anche all'estero come qui negli Stati Uniti sono pieni di pregiudizi, legati alle demonizzazioni che sono state fatte in vari momenti di questi cinque anni contro di noi» ha spiegato il vicepresidente della Camera, in un video su Facebook dalla sede del Washington Post, quotidiano al quale ha concesso un'intervista, la sua visita a Washington.

Di Maio oltreoceano: Siamo stati demonizzati
«Siamo stati demonizzati - ha affermato ancora Di Maio - come una forza politica che creerà instabilità, caos; poi gli racconti il programma, quello che vogliamo fare nella politica estera. E dopo averlo raccontato ai nostri interlocutori, sia del Dipartimento di Stato ieri che a diversi congressmen di quello che vogliamo fare per l'Italia, di chi siamo, le idee cambiano». Pare che molti, in Nord America, dicano al candidato premier grillino: «non credevamo che foste così, non credevamo che foste una forza politica con un'idea di governo, con una vocazione a cambiare il Paese». Di Maio ha riferito poi dei suoi incontri e colloqui.

Incontri e colloqui a Washington
L'esponente di punta del Movimento ha raccontato di essere stato al Dipartimento di Stato americano, dove ha incontrato il Vice Assistente Segretario, Conrad Tribble. A seguire ha avuto un incontro anche con il majority whip della Camera dei Rappresentanti Steve Scalise. Di Maio ha detto di essere uscito «da questi colloqui molto soddisfatto, soprattutto per la cordiale accoglienza che abbiamo ricevuto e per l'interesse sincero che i rappresentanti del governo americano e lo stesso Scalise hanno manifestato nei confronti del Movimento 5 Stelle e delle nostre proposte».Secondo l'aspirante premier «non era mai successo che una forza politica fosse da sola così forte per poter ambire a governare il Paese».

Le rassicurazioni agli Usa
Per Di Maio la battaglia contro il Rosatellum è ormai acqua passata perché «è una legge che si rivolterà contro di loro», una legge nata per ostacolare l'ascesa grillina ma che rischia di trasformarsi in un boomerang. Oltreoceano, però, restano da sciogliere alcuni nodi irrisolti con l'amministrazione Trump. Il presidente statunitense vorrebbe aumentare le spese militari per la NATO portandole al 2% del Pil. E su temi come questo la missione diplomatica grillina si fa più difficile. Di Maio ha cercato di recuperare la fiducia persa nei mesi scorsi chiarendo «come prima cosa che il M5s non è isolazionista né filorusso». Poi ha cercato di rassicurarli su tutta la linea: «non mettiamo in discussione la nostra permanenza nella Nato», e «non ci interessa nemmeno uscire dall'Europa», ha sottolineato l'aspirante premier. Resta da capire se sia riuscito o meno a convincere gli Usa.

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