12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Centrosinistra | Partito Democratico

Il monito di Serracchiani a Renzi and co.: Pd non deve morire di compromessi e di tattica

Le parole di Debora Serracchiani, componente della segreteria nazionale del Pd, intervenuta a Napoli alla conferenza programmatica del partito

La presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, al museo di Pietrarsa per la giornata conclusiva della conferenza programmatica del Partito Democratico, Portici (Napoli)
La presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, al museo di Pietrarsa per la giornata conclusiva della conferenza programmatica del Partito Democratico, Portici (Napoli) Foto: ANSA/CIRO FUSCO ANSA

NAPOLI - Il Pd deve avere l'«ambizione di non morire di compromessi e di non morire di tattica», perché il Pd deve decidere quali sono le partite da portare fino in fondo e quelle partite devono diventare «una missione collettiva per noi tutti». Lo ha detto Debora Serracchiani, componente della segreteria nazionale del Pd, intervenendo a Napoli alla conferenza programmatica del partito. Per Serracchiani, di fronte a «chi pensa di costruire sulle paure una campagna elettorale, una vera e propria forma di governo, noi dobbiamo continuare a rassicurare e a opporci». Per questo, ha detto, «chiedo a chi sta alla nostra sinistra: non sarà meglio se invece di fare a noi tutti i giorni l'esame del sangue non si preoccupino delle dichiarazioni di queste persone? Se continuiamo a dividerci il Paese finirà in mano a queste persone. Perché dunque continuare a dividere la sinistra? E perché - ha aggiunto - non pensare invece che una sinistra unita può combattere contro questi populisti, contro questi razzisti». L'esponente democratica, dopo aver deprecato "la campagna d'odio che è stata fatta contro le donne, in particolare contro le donne del Pd», ha esaminato alcuni specifici punti programmatici.

Capitolo pensioni
Parlando delle pensioni, Serracchiani ha detto che «i lavoratori non sono tutti uguali, non possiamo pensare che tutti arrivino in pensione a 67 anni. Capisco che è un momento difficile, che vanno tenuti in ordine i conti ma noi arriviamo buoni ultimi dopo che in passato si andava in pensione molto facilmente e non si ragionava sulla speranza di vita. Bisogna affrontare la riforma del sistema pensionistico in questo Paese, se vogliamo che si liberino posti di lavoro».

Ius soli e fine vita
Ha anche parlato di cittadinanza, ius soli e fine vita: ai ministri Minniti e Orlando, Serracchiani ha ricordato che i Radicali hanno raccolto più di 85mila firme sul progetto di legge «Ero straniero»: «un progetto di legge - ha spiegato - che io ho condiviso e che va a superare la Bossi-Fini». Concludendo sul tema delle alleanze, Serracchiani ha indicato che «se abbiamo fatto il Rosatellum, siamo noi i primi convinti che bisogna fare una coalizione e tenere insieme tutta la sinistra e anche i moderati. Il Pd ha il compito di creare le condizioni per un larghissimo centrosinistra in Italia. Senza avere la puzza sotto il naso, senza guardare con diffidenza quelli che ti sono vicini». Infine, Serracchiani ha chiesto di «non abbandonare la possibilità di approvare la legge sul fine vita, perché anche questo è un diritto sul quale il Pd deve fare fino in fondo la sua parte».