20 giugno 2019
Aggiornato 21:00
Terrorismo islamico

Terrorismo, il caso dei bambini figli di musulmani chiamati «Jihad» spaventa l'Europa

Una coppia di immigrati residente a Tolosa, in Francia, ha deciso di chiamare suo figlio «Jihad» e il Comune ha deciso di intervenire. Ma non è un caso isolato

Il caso dei bambini figli di musulmani chiamati «Jihad» spaventa l'Europa.
Il caso dei bambini figli di musulmani chiamati «Jihad» spaventa l'Europa. ( ANSA )

TOLOSA – Una coppia di immigrati residente a Tolosa, in Francia, ha deciso di chiamare suo figlio «Jihad». Un nome che di questi tempi mette letteralmente i brividi. Sebbene, infatti, il nome proprio in questione sia molto comune in realtà nei paesi di lingua araba, nel mondo occidentale il termine viene tradotto con «guerra santa» e fa venire subito in mente gli attacchi terroristici dell'Isis. Così il comune di Tolosa ha deciso di fare ricorso dopo essere venuto a conoscenza del nome che i genitori hanno dato al bambino. Nel contesto attuale contrassegnato da jihadismo e attentati, sostiene il comune francese, il significato letterale originario di «lotta» o «sforzo» del termine «jihad» assume ormai un'altra valenza. La Procura della repubblica ha la possibilità adesso di rivolgersi al Giudice per gli affari di famiglia ed investirlo della questione. Al momento, però, non è stata presa alcuna decisione e «il procedimento è in corso». Non è la prima, tuttavia, che Francia e Italia si trovano di fronte a un caso del genere.

Il caso del bambino chiamato «Jihad»
A novembre scorso un caso analogo a Nizza aveva riguardato un bambino registrato allo stato civile come «Mohamed, Nizar Merah»: il nome del terrorista jihadista di Tolosa e Montauban nel 2012, il cui fratello è attualmente sotto processo per complicità in omicidio. E in Italia, ad Opera, in provincia di Milano, era già successo che una bambina fosse chiamata «Jihad». Accadde circa due anni fa, anticipando l'episodio francese, e in quell'occasione fu il sindaco leghista Ettore Fusco a intervenire sulla vicenda. Il primo cittadino raccontò che ad ogni neonato nella città era solito inviare un biglietto di buon augurio, ma restò molto sorpreso quando si accorse che la neonata si chiamava «Jihad».

Quando successe in Italia
«Quando ho visto che era nata una bambina di nome Jihad mi sono preoccupato» ha spiegato Fusco. Successivamente ha verificato chi fosse il padre all’anagrafe e si assicurò che fosse una persona bene integrata nella comunità ma volle parlarci «per sapere come mai ha dato questo nome a sua figlia». Dopo l'incontro il sindaco dichiarò: «Il papà di Macerata ha capito che questo termine oggi ha una connotazione negativa ma se uno chiama il figlio in questo modo vuol dire che può essere un fanatico. Il pericolo non sta nel bambino ma nel padre: un genitore che decide di scegliere come nome del suo bimbo, «guerra santa», quali principi morali può avere?», si chiese il primo cittadino e la domanda resta attualissima. «La mia preoccupazione è che chi decide di chiamare Jihad un neonato possa essere un esaltato che potrebbe fare qualcosa di sbagliato». Preoccupazione che anche noi del Diariodelweb ci sentiamo di condividere.