27 maggio 2024
Aggiornato 03:00
Caso Consip

Caso Consip, la decisione dei pm di Roma su Woodcock e Federica Sciarelli

Ecco a cosa hanno portato le indagini svolte dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Roma sulla base dell'analisi dei tabulati telefonici e WhatsApp estrapolati dal cellulare dell'altro plurindagato dell'inchiesta, il maggiore ex Noe Gianpaolo Scafarto

Il pm di Napoli Henry John Woodcock
Il pm di Napoli Henry John Woodcock Foto: ANSA/ MAURIZIO DEGL'INNOCENTI ANSA

ROMA -  Archiviazione per Woodcock. La Procura di Roma ha chiesto l'archiviazione del procedimento che riguardava il pm napoletano Henry John Woodcock, per le accuse di rivelazione del segreto d'ufficio e falso. I magistrati della Procura capitolina hanno già trasmesso al Consiglio superiore della magistratura la richiesta di archiviazione dove è presente una 'pratica' sul caso. La richiesta di archiviazione che ha interessato Woodcock riguarda anche la giornalista e conduttrice di Raitre Federica Sciarelli, che era stata chiamata in causa per rivelazione del segreto d'ufficio. Secondo l'iniziale tesi d'accusa Woodcock aveva 'passato' informazioni al giornalista del Fatto Quotidiano Marco Lillo tramite la giornalista Rai, Federica Sciarelli.

Gli articoli finiti sotto la lente di ingrandimento
Gli articoli finiti sotto la lente di ingrandimento della procura di Roma sono quelli usciti il 21, 22, e 23 dicembre nei quali il giornale dava notizia di perquisizioni nella Centrale acquisti della pubblica amministrazione e delle iscrizioni nel registro degli indagati del comandante generale dell'Arma dei carabinieri, Tullio Del Sette, e del ministro dello Sport, Luca Lotti. Per quanto riguarda l'accusa di falso i magistrati dovrebbero aver creduto alla versione fornita da Woodcock il 7 luglio scorso in sede di interrogatorio. "Mi fidavo dei miei uomini, del capitano Gianpaolo Scafarto e dei carabinieri del Noe che indagavano su Consip", aveva spiegato il magistrato partenopeo.

Altre le talpe
Le indagini svolte dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Roma fatte di analisi dei tabulati telefonici e WhatsApp estrapolati dal cellulare dell'altro plurindagato dell'inchiesta, il maggiore ex Noe Gianpaolo Scafarto, hanno fatto emergere un'altra verità: non era Woodcock la talpa che passava informazioni a Lillo e non era la giornalista a fare da tramite, ma probabilmente altri. Intanto vanno avanti gli accertamenti che riguardano altri soggetti coinvolti nel caso Consip. Il dato viene riferito da fonti di piazzale Clodio. Nella vicenda sono coinvolti diversi ufficiali dei Carabinieri, accusati a diverso titolo di aver diffuso notizie coperte da segreto.