16 giugno 2019
Aggiornato 00:30
Ius soli

Mons. Galantino bacchetta il Governo: hanno trovato tempo per unioni civili tra gay ma non per ius soli

Il segretario generale della Conferenza episcopale italiana, mons. Nunzio Galantino, ha criticato gli annunci di non approvare lo ius soli da parte di una maggioranza di governo che in questa legislatura ha approvato invece le unioni civili

Il segretario generale della Conferenza episcopale italiana, mons. Nunzio Galantino
Il segretario generale della Conferenza episcopale italiana, mons. Nunzio Galantino ( ANSA )

CITTA' DEL VATICANO - "Si è trovato il modo di accelerare sui diritti delle persone dello stesso sesso e non si ritiene di dare risposta ai diritti e ai doveri degli italiani mantenuti senza cittadinanza": così il segretario generale della Conferenza episcopale italiana, mons. Nunzio Galantino, ha criticato gli annunci di non approvare lo ius soli da parte di una maggioranza di governo che in questa legislatura ha approvato le unioni civili. Progetto di legge che "alla Camera un paio di anni fa è stato approvato da parte della gente che oggi dice di non volerne sapere", ha detto il numero due della Cei in implicito riferimento alle posizioni espresse da Angelino Alfano e Maurizio Lupi (Ap) dopo l'appello del cardinale presidente della Cei Gualtiero Bassetti per l'approvazione della legge: "Se sono intervenute cose nuove parliamone, ma cerchiamo di dire al popolo italiano perché un giorno si dice una cosa, un giorno se ne dice un'altra». Prosegue Galantino: "Si sono scaricate molte tensioni". C'è chi invoca "motivazioni che non c'entrano niente", come "un politico, non mi ricordo chi, che ha detto che non è un caso che tutte le donne che arrivano in Italia sono incinte: non avrà sentito che nel deserto o sui barconi le donne sono state violentate, bisognerebbe farglielo capire"

Parolin: "Noi abbiamo detto la nostra, ora tocca alla politica italiana"
Gli fa eco anche il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato Vaticano, rispondendo sullo ius soli a margine del convegno "Iraq, ritorno alle origini" organizzato dalla fondazione pontificia Acs - Aiuto alla Chiesa che soffre alla Pontificia università Lateranense. "La Santa Sede ribadisce i suoi principi, poi toccherà alla politica italiana decidere, osservo che il dibattito è molto acceso. Bisogna trovare misure sia per l'accoglienza dei migranti, sia per la loro integrazione, al fine di permettere loro di inserirsi", ha auspicato il porporato.

Tagle (Caritas): immigrati arricchiscono
In Vaticano il cardinale filippino Luis Antonio Tagle, presidente di Caritas internazionale, replica invece ai giornalisti in merito al crescente sentimento anti-immigrati che si registra in paesi come gli Stati Uniti o l'Italia, L'obiettivo della campagna "Camminare insieme" lanciata oggi dal Papa è avviare tramite l'incontro personale, "un cammino insieme" anche e soprattutto con coloro che nutrono diffidenza o timore nei confronti degli immigrati, per aiutarli a "comprendere le ragioni per cui una persona decide di partire e quanto è difficile lasciare il proprio paese", ha detto. Tagle ha ricordato che il proprio nonno era un emigrato che dalla Cina si recò nelle Filippine: "Chi poteva immaginare che suo nipote sarebbe stato cardinale? Gli immigrati non sono una minaccia ma possono contribuire molto alla comunità dove arrivano. Ai leader noi diremmo: non chiudete le porte, forse le state chiudendo a persone che possono arricchire i vostri paesi!".