19 settembre 2018
Aggiornato 20:00

Migranti, Minniti: «Ho temuto per la tenuta democratica del Paese»

In occasione della Festa dell'Unità di Pesaro, il ministro dell'Interno Marco Minniti ha spiegato le motivazioni e i retroscena delle sue ultime azioni politiche, che, contestate da destra e sinistra, hanno obiettivamente prodotto un decisivo calo degli sbarchi
Il ministro dell'Interno Marco Minniti
Il ministro dell'Interno Marco Minniti (ANSA/GIORGIO BENVENUTI)

ROMA - In occasione della Festa dell'Unità di Pesaro, il ministro dell'Interno Marco Minniti ha spiegato le motivazioni e i retroscena delle sue ultime azioni politiche, che, considerate dalla destra poco decise e dalla sinistra più radicale «di destra», hanno obiettivamente prodotto un decisivo calo degli sbarchi. "Ad un certo momento ho temuto che, davanti all'ondata migratoria e alle problematiche di gestione dei flussi avanzate dei sindaci, ci fosse un rischio per la tenuta democratica del Paese. Per questo dovevamo agire come abbiamo fatto non aspettando più gli altri paesi europei» ha detto Minniti.
 "Quando il 29 giugno sono arrivati 12 mila 500  migranti in sole 36 ore su 25 navi diverse», ha ricordato il capo del Viminale, «la situazione era davvero difficile e io quel giorno sono dovuto tornare subito dell'Irlanda. Non potevamo continuare a gestire in questo modo i flussi migratori e abbiamo agito in modo nuovo. Ora l'Europa ci ringrazia per questo. Il Mediterraneo centrale e tornato al centro dell'attenzione dell'Unione europea».

Il dialogo con i sindaci libici
Quanti soldi servono per fermare il flusso migratorio? «Almeno quanto è stato speso per la rotta dei Balcani: 3 più 3 miliardi». Ma per Minniti resta un principio imprescindibile: «Se un uomo fugge da guerre e carestie io ho il dovere di accoglierlo come Dio comanda». A pochi giorni dall'incontro di Minniti con i sindaci libici, il ministro dell'Interno ha spiegato che «il traffico di esseri umani è attualmente la principale attività economica in alcune realtà del paese, a cominciare da Sabrata. Per combatterlo occorre fornire sostegno ai sindaci dalle città libiche costruendo con loro percorsi alternativi che li aiutino a realizzare uno sviluppo futuro diverso e stabile».

Rimpatri volontari
«Sono rimasto positivamente stupito - ha aggiunto - dal livello dei masterplan che ci hanno presentato a Tripoli nel luglio scorso i sindaci delle 14 citta della Libia che abbiamo incontrato insieme ai delegati dell'Anci. Per questo dico loro che se ci auteranno nella lotta al traffico dei esseri umani e nella gestione dei flussi migratori provenienti dall'Africa centrale noi li sosterremo nella creazione di un circuito economico nuovo nei loro territori». Il Ministro ha poi ricordato che l'Organizzazione mondiale per i migranti ha attuato in Libia, dal gennaio al giugno di questo anno, il rimpatrio assistito di 5 mila rifugiati che sono tornati nei Paesi di origine. «E' ancora poco - ha sottolineato il ministro - ma questo significa che il sistema puo funzionare. Complessivamente, la stessa Oim ha salvato fino ad ora 10 mila persone».