7 dicembre 2019
Aggiornato 09:30
Immigrazione

Migranti, Papa: «La nazionalità va riconosciuta alla nascita. Espulsioni collettive non sono la soluzione»

Papa Francesco è tornato a occuparsi di migrazioni e accoglienza, attraverso il suo messaggio per la Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato 2018, che si celebrerà il prossimo 14 gennaio, sul tema "Accogliere, proteggere, promuovere e integrare i migranti e i rifugiati"

Papa Francesco in mezzo a un gruppo di rifugiati
Papa Francesco in mezzo a un gruppo di rifugiati ANSA

ROMA - Papa Francesco torna sul tema dell'accoglienza e dell'integrazione, e si esprime piuttosto chiaramente anche sulla tanto dibattuta questione dello ius soli. «Nel rispetto del diritto universale ad una nazionalità, questa va riconosciuta e opportunamente certificata a tutti i bambini e le bambine al momento della nascita. La apolidia in cui talvolta vengono a trovarsi migranti e rifugiati può essere facilmente evitata attraverso 'una legislazione sulla cittadinanza conforme ai principi fondamentali del diritto internazionale'» ha detto Papa Francesco nel suo messaggio per la Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato 2018, che si celebrerà il prossimo 14 gennaio, sul tema «Accogliere, proteggere, promuovere e integrare i migranti e i rifugiati».

Protezione dei minori
«La Convenzione internazionale sui diritti del fanciullo offre una base giuridica universale per la protezione dei minori migranti. Ad essi occorre evitare ogni forma di detenzione in ragione del loro status migratorio, mentre va assicurato l'accesso regolare all'istruzione primaria e secondaria», ha spiegato il Papa. Contemporaneamente, ha proseguito il Pontefice, è necessario «garantire la permanenza regolare al compimento della maggiore età e la possibilità di continuare degli studi. Per i minori non accompagnati o separati dalla loro famiglia è importante prevedere programmi di custodia temporanea o affidamento». Infine secondo il Papa «lo status migratorio non dovrebbe limitare l'accesso all'assistenza sanitaria nazionale e ai sistemi pensionistici, come pure al trasferimento dei loro contributi nel caso di rimpatrio».

Inserimento socio-lavorativo
Secondo Francesco, dovrebbe essere preoccupazione prioritaria della politica l'inserimento socio-lavorativo dei rifugiati. «Molti migranti e rifugiati hanno competenze che vanno adeguatamente certificate e valorizzate. Siccome 'il lavoro umano per sua natura è destinato ad unire i popoli', incoraggio a prodigarsi affinché venga promosso l'inserimento socio-lavorativo dei migranti e rifugiati, garantendo a tutti - compresi i richiedenti asilo - la possibilità di lavorare, percorsi formativi linguistici e di cittadinanza attiva e un'informazione adeguata nelle loro lingue originali». Per il Papa tutti i migranti e i rifugiati così come le comunità che li accolgono dovrebbero essere messi in condizione di realizzarsi come persone in tutte le dimensioni che compongono l'umanità. "Tra queste dimensioni va riconosciuto il giusto valore alla dimensione religiosa, garantendo a tutti gli stranieri presenti sul territorio la libertà di professione e pratica religiosa».

Espulsioni non sono la soluzione
Il Papa ha anche esortato la comunità politica ad aprire vie legali e sicure per l'immigrazione. In tema di accoglienza di migranti, ha detto, «è desiderabile un impegno concreto affinché sia incrementata e semplificata la concessione di visti umanitari e per il ricongiungimento familiare. Allo stesso tempo, auspico che un numero maggiore di paesi adottino programmi di sponsorship privata e comunitaria e aprano corridoi umanitari per i rifugiati più vulnerabili. Sarebbe opportuno, inoltre, prevedere visti temporanei speciali per le persone che scappano dai conflitti nei paesi confinanti». Secondo il Papa, le espulsioni collettive e arbitrarie di migranti e rifugiati non sono una soluzione auspicabile, «soprattutto quando esse vengono eseguite verso paesi che non possono garantire il rispetto della dignità e dei diritti fondamentali». «Torno a sottolineare - prosegue il messaggio - l'importanza di offrire a migranti e rifugiati una prima sistemazione adeguata e decorosa», ha inoltre aggiunto.