7 ottobre 2022
Aggiornato 02:00
Governo Gentiloni

Gentiloni al Meeting Cl rilancia lo ius soli, nonostante Barcellona e il terrorismo pronto a colpirci

Paolo Gentiloni ha dato ufficialmente il via alla 38esima edizione del meeting di Comunione e Liberazione a Rimini spiegando che 'la risposta non è nell'esclusione'

Il premier Paolo Gentiloni durante il suo intervento di apertura al Meeting di Cl a Rimini
Il premier Paolo Gentiloni durante il suo intervento di apertura al Meeting di Cl a Rimini Foto: ANSA/ UFFICIO STAMPA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO - TIBERIO BARCHIELLI ANSA

RIMINI - "Se abbiamo a cuore il futuro della sicurezza e della convivenza sociale, la risposta è nel governo dei flussi migratori e nel contrasto alla radicalizzazione islamista». Paolo Gentiloni ha dato ufficialmente il via alla 38esima edizione del meeting di Comunione e Liberazione a Rimini intervenendo in un incontro dal titolo "L'eredità e il futuro dell'Italia» aprendo da subito con un commento sui fatti di Barcellona, "città straziata che anche stamattina, con la messa per la pace che si è svolta nella Sagrada Familia, ha dato un messaggio di forza umana a tutta l'Europa. Alla splendida amica Barcellona - ha detto - noi diciamo che siamo al suo fianco». Il presidente del Consiglio ha ricordato i nostri tre connazionali rimasti uccisi, Bruno Gulotta, Luca Russo e Carmen Lopardo, spiegando che "Daesh è stato sconfitto e ha perso la sua partita fondamentale che era l'idea di trasformare in uno stato la propria presenza terroristica", anche se poi ha dovuto ammettere che "la sua minaccia continua a riguardare tutti: nessun Paese, e tra questi l'Italia, può sentirsi al riparo da eventuali attacchi terroristici". Non credo - ha proseguito ancora Gentiloni - "alla propaganda di questo o di quel sito jihadista, ma sono consapevole che nessun paese può sentirsi al riparo da questa minaccia. I terroristi non ci costringeranno a rinunciare alla nostra libertà, la difenderemo e ringraziamo chi ogni giorno lavora per rendere possibile a tutti noi di continuare a vivere liberi come siamo abituati a vivere". 

"La risposta non è nell'esclusione"
Ricordando l'importanza del "sostegno alle forze dell'ordine, all'intelligence, ai militari", Gentiloni ha sfruttato il palco riminese per rilanciare la sua battaglia a favore dello ius soli, collegandolo da subito con quanto accaduto sulla quella Rambla che è, di fatto, parte di tutti noi: "La risposta non è nell'esclusione, non è nella negazione della realtà, perché l'esclusione e la negazione della realtà alimentano ogni forma di reazione negativa di minaccia, non sono una garanzia di sicurezza, sono una garanzia di insicurezza per il nostro paese». L'Italia "non deve avere paura di riconoscere diritti" ai figli di stranieri che nascono qui e "di chiedere il rispetto di doveri a chi giunge" nel nostro Paese. In campo umanitario Gentiloni ha voluto precisare che "l'Italia non accetta lezioni da nessuno. Ha fatto bene Jean Claude Juncker a dire che l'Italia ha salvato l'onore dell'Ue, ma questo stesso Governo è anche quello che promuove le regole attraverso il codice di condotta delle Ong e contribuisce alla stabilizzazione della Libia". 

Lavoro e manovra di bilancio per aiutare i giovani?
Infine il presidente del Consiglio è intervenuto anche sul tema del lavoro spiegando che la prossima manovra di bilancio "sarà un passaggio chiave per concludere in modo ordinato la legislatura, che è il compito che mi pongo e sul quale impegnerò tutto il governo». Una legge di bilancio che "permetterà alcune limitate misure per accompagnare la crescita, con interventi molto selettivi" incentrati soprattutto sull'accesso dei giovani al mondo del lavoro con "incentivi permanenti, stabili".