Italia | Emergenza sbarchi

Migranti, Medici senza Frontiere sotto inchiesta? «Nessuna comunicazione ufficiale dalla Procura»

"Dopo l'ong tedesca Jugend Rettet, finita nell'occhio del ciclone a causa della attività della sua nave Juventa, ora nel mirino della procura di Trapani ci sarebbe finita una ong decisamente più conosciuta, nonché la più grande che si è rifiutata di firmare il Codice di condotta del Viminale: Medici senza Frontiere

La nave di Medici senza Frontiere
La nave di Medici senza Frontiere (ANSA/POLIZIA DI STATO)

ROMA - Dopo l'ong tedesca Jugend Rettet, finita nell'occhio del ciclone a causa della attività della sua nave Juventa, ora nel mirino della procura di Trapani ci sarebbe finita una ong decisamente più conosciuta, nonché la più grande che si è rifiutata di firmare il Codice di condotta del Viminale: Medici senza Frontiere. Gli accertamenti riguardano anche in questo caso gli sconfinamenti in territorio libico, trasbordo di persone direttamente dalle imbarcazioni degli scafisti (la cosiddetta «consegna concordata») o dalla stessa nave Iuventa (di Jugend Rettet), senza essere state allertate direttamente dalla Guardia Costiera. Nonostante ciò, e a cinque giorni dal rifiuto di firmare il codice, MSF continua a lavorare nel Mediterraneo sotto il coordinamento della Guardia Costiera e ha salvato 144 persone.

Nessuna comunicazione ufficiale
L'organizzazione afferma in una nota di non aver «ricevuto alcuna comunicazione ufficiale dalla Procura di Trapani né da altre Procure in merito alla presunta inchiesta sulla nostra attività di ricerca e soccorso in mare».  "Quanto vediamo oggi negli organi di stampa sembra rilanciare accuse che già ci erano state rivolte alcuni mesi fa, a cui non erano seguite altre azioni o informazioni», si sottolinea. E poi porsegue: «Fin da allora ci siamo messi a disposizione delle Procure per fornire qualunque spiegazione richiesta su ogni nostra attività e ribadiamo questa totale disponibilità, insieme all'auspicio di avere indicazioni precise sugli episodi eventualmente contestati. Auspichiamo che venga chiarito al più presto ogni dubbio per porre fine a questo stillicidio di accuse che continua ad avvelenare il clima in una situazione sempre più cupa».

La mancata firma
Insomma - si aggiunge - «non abbiamo firmato il Codice di Condotta perché non conteneva elementi indispensabili per garantire l'efficacia dei soccorsi e i principi umanitari, ma ci siamo impegnati formalmente a rispettare la maggior parte degli impegni prescritti, continuando a operare nel rispetto delle leggi nazionali e internazionali e sotto il coordinamento della Guardia Costiera Italiana (MRCC di Roma), ribadendo l'apertura a un confronto costruttivo con tutte le autorità competenti». Nel frattempo le navi di Msf «sono in mare e anche in questi giorni hanno effettuato soccorsi, su richiesta e sotto il coordinamento della Guardia Costiera Italiana, come è sempre stato».