28 febbraio 2020
Aggiornato 01:00
Il video-editoriale

Le Ong optano per la linea dura? L'Italia tagli loro il 5 per mille

Buona parte delle Ong che effettuano salvataggi in mare non hanno sottoscritto il Codice di condotta proposto dal Governo. Secondo Davide Zappalą, se scelgono la linea dura lo Stato dovrebbe ripagarle con la stessa moneta

ROMA - Buona parte dei migranti che sbarcano nella nostra nazione sono portati da navi di Ong che li prelevano a ridosso delle acque territoriali libiche dimostrando una tale efficacia che alcune procure stanno indagando per verificare che non vi siano eventuali forme di coordinamento con gli scafisti. Lo stato italiano, per contrastare questo fenomeno, ha imposto un codice di condotta con due punti interessanti:
- la presenza a bordo delle navi di funzionari di polizia;
- il divieto di effettuare i trasbordi dei migranti su navi statali italiane o straniere e quindi la stessa imbarcazione della Ong deve poi effettuare la navigazione fino al porto italiano. Direi che si tratta di un codice molto ragionevole e che altri governi avrebbero chiesto di più ma nonostante questo solo 2 Ong l'hanno sottoscritto: «Moas» e «Save the children».
Una terza, «Proactiva Open Arms», ha comunicato via mail l'intenzione di sottoscriverlo in futuro; le altre si sono rifiutate, la più nota delle quali è «Medici senza frontiere». Di fronte a questa provocazione, nei confronti delle Ong che si sono rifiutate di firmare l'accordo il governo dovrebbe iniziare ad eliminare la possibilità di ricevere il contributo del «5 per mille» oltre che la detrazione del 19% alle donazioni di privati a loro dirette. Se vogliono la linea dura, se non vogliono dialogare con la nostra nazione, si inizi almeno a togliergli i privilegi che attualmente gli garantiamo