20 settembre 2019
Aggiornato 11:30
Agricoltura

Musumeci denuncia: al porto di Pozzallo 80 mln di quintali di frumento in arrivo dal Canada

'Nel granaio d'Italia per eccellenza, la mia Sicilia, domani sbarcherà un gran quantitativo di grano: si tratta di frumento che non matura sotto i raggi del sole come il nostro, ma che contiene molte microtossine che sappiamo essere nocive per la salute'

ROMA - «Domani arriverà al porto di Pozzallo una nave con 80 milioni di quintali di frumento, grano che arriva dal Canada». La denuncia di Nello Musumeci è passata praticamente inosservata oggi durante la conferenza stampa a Roma, alla Camera, in cui il leader del movimento siciliano Diventerà Bellissima ha presentato ufficialmente l'accordo politico siglato con Giorgia Meloni e Fratelli d'Italia per le prossime elezioni regionali. «Nel granaio d'Italia per eccellenza, la mia Sicilia, domani sbarcherà un gran quantitativo di grano: si tratta di frumento che non matura sotto i raggi del sole come il nostro, ma che contiene molte microtossine che sappiamo essere nocive per la salute». Aggiunge Musumeci: «Mi chiedo: se per il fabbisogno della Sicilia sono sufficienti 4 milioni di quintali di grano, dove andranno a finire gli altri 76 milioni? La nostra Regione è diventata una corsia preferenziale per far arrivare ai mercati italiani questo frumento sulla cui qualità noi continuiamo a sollevare dubbi».

L'accordo "infame" del '95 dell'Italia con i Paesi del Nord Africa
Già, dubbi sacrosanti, su cui i siciliani, e non solo, chiedono chiarezza da tempo. Non dimentichiamo il tristemente celebre accordo del 1995 tra il nostro Paese e i Paesi frontalieri del Nord Africa. «Allora il ministro degli Esteri era Susanna Agnelli, tutto dire. Fu un accordo infame quello: l'accordo prevedeva che noi esportassimo macchinari e armi, e loro prodotti ortofrutticoli, come se noi producessimo carbone o marmi. Noi siamo la culla della produzione ortofrutticola in Italia. Questo vi deve dare l'idea di come la mia terra sia stata terra di saccheggio e devastazione».

"Serve governo autorevole: a Roma senza complessi di inferiorità"
Musumeci ha lanciato l'idea di una coalizione il più ampia possibile contro il Pd di Crocetta e l'"inconcludenza» a 5 Stelle, come l'ha definita Giorgia Meloni, proprio per dare risposte concrete, e oneste, ai cittadini siciliani. «Serve un governo autorevole, capace di contrattare con Roma, senza complessi di inferiorità, che sia in grado di imporre lo statuto siciliano, che non deve essere concepito come un privilegio ma come un'opportunità affinché possa essere rispettato contro l'eccessivo centralismo romano. Per questo sono contento che la prima adesione alla mia chiamata sia venuta proprio da Fratelli d'Italia».

Il porto di Pozzallo al centro di una triangolazione di grano senza controlli
Il porto di Pozzallo è da tempo al centro di una sorta di triangolazione di navi cariche di grano duro che arrivano dall’Europa dell’Est, Ucraina e Bielorussia in primis, e da Turchia e Grecia, fino alla Tunisia. Tracce di sostanze contaminanti le troviamo sulle nostre tavole, ogni giorno: arrivano da un mix di grani internazionali che si trovano all’interno della pasta che diventa il principale pilastro della nostra dieta mediterranea. L'ha denunciato anche alcuni mesi fa Saverio De Bonis, presidente di GranoSalus, associazione che nasce per tutelare produttori e consumatori, che rappresentano l’anello debole della filiera. È in atto quella che non fatichiamo a definire una guerra ambientale, non dichiarata ma comunque letale. Nei porti italiani entra di tutto. Un danno enorme per noi tutti, una straordinaria macchina da soldi, invece, per le grandi multinazionali della pasta, che hanno così a disposizione grandi quantitativi di grano duro, a prezzi accessibili, per poter produrre e vendere ovunque, senza particolari controlli.

Un vero e proprio «attentato al grano italiano»
Da un'inchiesta pubblicata sul Blog delle Stelle dal titolo agghiacciante «Attentato al grano italiano» a firma di De Bonis e del giornalista Gianni Lannes, si carpisce senza ombra di dubbio che è l'anarchia totale: «Lavorando a questa inchiesta da più di due mesi» ha raccontato Lannes in un'intervista a inuovivespri.it, «ho rilevato e documentato che, prevalentemente, in questi porti non ci sono assolutamente controlli. Esistono attualmente 4 broker che operano a livello internazionale, il più importante ha sede in Minnesota, ma è anche stanziato in Italia si chiama Cargill, è presente dal 1962 e controlla il 50% del traffico di grano a livello mondiale. La Cargill non prende soltanto grano in Italia, ma anche soia OGM, che arriva settimanalmente al porto di Ravenna senza alcun tipo di controllo». Secondo i dati dell’Istat, abbiamo qualcosa come quasi 2 milioni di cereali importati nel 2016 soltanto dalla Francia, qualcosa di meno dall’Ucraina, circa 1 milione e mezzo di tonnellate dal Canada e 500 mila tonnellate dagli Stati Uniti. Questo solo nel 2016. «Tutto questo grano, in realtà, viene utilizzato a basso prezzo, per tagliare il grano buono italiano. Quindi non è vero che l’Italia ha un deficit di produzione: l’Italia è autosufficiente per la produzione nazionale di pasta. Non è autosufficiente per soddisfare la domanda estera, ma è assolutamente sufficiente a garantire i propri fabbisogni nazionali. Il punto è che viviamo in un’economia globale. La pasta rappresenta una delle principali voci della nostra bilancia commerciale e quindi bisogna compensare le quantità di pasta e di grano duro che mancano per esportare all’estero la nostra famosa pasta».