16 ottobre 2019
Aggiornato 16:30

Berlusconi e l'idea del premier Marchionne come specchio per le allodole

Il leader di Forza Italia lancia l'idea per la leadership del centrodestra che sta facendo il giro del web, ma che non convince gli alleati e in realtà nasconde un'autocandidatura

Silvio Berlusconi lancia Sergio Marchionne premier.
Silvio Berlusconi lancia Sergio Marchionne premier. ANSA

ROMA – L'idea shock di Silvio Berlusconi sta facendo il giro del web. «Per il centrodestra punto su Sergio Marchionne. Tra non molto gli scade il contratto negli Stati Uniti, e se ci pensate bene sarebbe l'ideale». È la proposta del leader forzista, lanciata in un colloquio - avvenuto mercoledì sera - con alcuni giornalisti ed editori di area centrodestra, riportato dal Tempo e da Libero in apertura, per risolvere il tedioso problema della leadership della coalizione. Un'idea che, però, somiglia più a un diversivo, a uno specchio per le allodole, piuttosto che a una soluzione concreta e percorribile. E infatti, come ammette lo stesso Berlusconi, se guardacaso Marchionne dovesse sfilarsi, la carta da giocare sarebbe lui stesso: «Come nel '94 - dice - sento di dovermi dedicare al Paese». Allora il pericolo erano «i comunisti", oggi secondo il leader forzista è il Movimento 5 Stelle. E bisogna combatterlo ad ogni costo.

L'idea di Berlusconi
Quanto a Forza Italia, Berlusconi torna sull'idea di un ricambio generazionale: «Ho creato un centro studi del pensiero liberale», con alcuni ragazzi di Confindustria Giovani che hanno trovato 21 coordinatori regionali e 110 coordinatori provinciali. «Li ho incontrati, ho parlato con loro, alcuni possono anche andar bene in tv. Poi ho fatto il Partito Animalista, quello noto a tutti, di Michela Vittoria Brambilla» e «anche lì mi sono trovato con delle facce bellissime. Così cerchiamo di far emergere gente nuova».

Nessuno vuol prendere il suo posto (?)
Il leader leghista spiega anche di aver provato a convincere imprenditori di primo piano dicendo loro che «dovresti sentire anche tu, ad un certo punto della tua vita, il dovere di dedicare qualche anno al tuo paese». Berlusconi riferisce che vanno via entusiasti ma dopo qualche giorno richiamano e «si scusano perché parlando in azienda, o in famiglia, si sentono dire: 'Vuoi che ti facciano quel che hanno fatto a Berlusconi?' E dunque rinunciano».

L'emergenza migranti tra passato e futuro
L'unico modo per evitare che il Paese cada nelle mani dei grillini, perciò, agli occhi dell'ex Cav è puntare su un centrodestra unito e compatto. Perché per Berlusconi il Movimento 5 stelle è il peggiore dei mali e all'ipotesi di un accordo tra grillini e leghisti non ci vuole nemmeno pensare: «Sarebbe folle», ha detto il leader forzista. Berlusconi torna anche sull'emergenza immigrazione e ricorda che in passato «solo io ho saputo fronteggiare e risolvere» questo problema. Sottolinea gli accordi presi illo tempore coi Paesi africani dirimpetto il Mediterraneo e promette di riuscire a fare anche oggi qualcosa di simile. Ma davvero l'Italia non ha altra chance che il ritorno dell'ex Cav a Palazzo Chigi?